Autore archivio: raz85

TOKYO ed i suoi quartieri!

Riguardo alla città…Tokyo, la capitale dell’est. Che dire, è una città da mille volti, grande, immensa, cosmopolita che a me personalmente è piaciuta molto forse anche per questa sua diversità che ti porta a scoprire ogni suo quartiere comunque diverso dal precedente appena visitato. Non riuscirei a raccontare bene ogni cosa vista e vissuta, ma in ogni caso consiglio vivamente almeno 3 o 4 gg per risucire a scoprire bene il volto di Tokyo. Noi con un ritmo serratissimo dalla mattina presto fino alla sera gironzolavamo qua e là facendo almeno due quartieri al giorno e nel complesso direi che meritano di essere visti quasi tutti quelli visitati.

IMG_4238 IMG_4243Noi abbiamo iniziato dalla zona di Shibuya dove per prima cosa abbiamo visto il nostro primo (e sicuramente non ultimo) santuario scintoista dedicato all’imperatore Meiji. Bella la zona alberata con un torii (il classico portale gigante solitamente di legno coloro rosso che indica l’ingresso alla zona religiosa) enorme e il viale addobbato da lanterne e da antichi barili di sake. Poi un giro nella zona di Harajuku, quartiere delle ragazze cos play, cioè le ragazze giapponesi che creano i loro vestiti identici ai personaggi dei fumetti. Qui iniziamo le nostre esperienze culinarie di street food e per il quale stabiliamo una regola: ogni giorno qualcuno di noi tre sceglie un cibo “strano” da provare e tutti sono obbligati ad assaggiarlo… il risultato alla fine dell’esperienza non è male, anche se a volte abbiamo toppato di brutto! Poi non può mancare l’attraversamento dell’incrocio di Shibuya, uno dei più affollati al mondo per numero di persone che si intersecano in questo incrocio pedonale a più vie molto suggestivo da osservare dall’alto (consiglio la vetrata di Starbucks che gode di una bella visuale).

Decidiamo di andare nella zona centrale dove risiede il palazzo dell’Imperatore, ma scopriamo a nostro malgrado che l’Imperatore è “in ferie” e che la zona del palazzo è chiusa fino al 6 Gennaio…sfiga! Allora vista la pioggerellina insistente ci rechiamo alla stazione centrale dove facciamo tappa al Tourist Information per chiedere qualche info su escursioni nei dintorni per i giorni seguenti. Chiediamo anche info sui treni per attivare il Japan Rail Pass ed una signora non giovanissima con un inglese farneticante ci ripete continuamente gli orari per la tratta Tokyo-Kyoto e Kyoto-Tokyo! Dopo mille foglietti e depliant scappiamo comunque con le idee più chiare per i giorni a seguire. Nel tardo pomeriggio tappa a Ueno (non troppo esaltante) e poi al quartiere Ikebukuro caratterizzato dalle classiche luci al neon che brillano al calar della sera che gli regalano appunto il nomignolo “Sunshine City”. In particolare assolutamente da andare sul grattacielo che grazie ad un ascensore spaziale in 30 secondi ti catapulta a 250m di altezza dove l’osservatorio ti regala una magica veduta dall’alto di Tokyo che si illumina nella notte con tutte le luci di palazzi, grattacieli e strade! Molto carine anche le ragazze che ti accompagnano su e giù dall’ascensore ripetendo il loro rituale in giapponese regalando inchini e sorrisi ai visitatori.

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Se vi svegliate presto una tappa imperdibile è il mercato del pesce più grande al mondo, Tsukiji. Se vi svegliate molto molto presto potete assistere alla famosa asta dei tonni, noi ci siamo accontentati di vederli qualche ora più tardi già “battuti” e senza indugiare troppo abbiamo assaggiato un piatto di pezzetti freschi appena tagliati…favolosi…aggiungendo poi una puntina di salsa di soia…fenomenali! Una vaschetta da circa 300g ci costa 1000 Yen, il risultato è che in un attimo ci fidelizziamo a questa bancarella e ce ne facciamo fuori 3 vaschette nel giro di 10 minuti! Bello poi vedere altri tipi di pesce, polipi e crostacei giganti e slalomeggiare tra la folla ed i lavoratori che girano incuranti delle persone e dei turisti da una parte all’altra del mercato con i loro strani muletti!

 

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Il quartiere più famoso della capitale giapponese è Asakusa, il vero centro storico di Tokyo, o per meglio dire di Edo (l’antica dinastia imperiale che ha fatto la storia di questo paese). Superando un grande portale dove con una gigantesca lanterna rossa un viale umano ricolmo di persone e pieno di bancarelle, street food e tanti oggetti e souvenir! Girano anche molte ragazze con i kimono tradizionali e le “carrozze” trainate da giovani aitanti con le loro calzature tipiche! Bello il santuario shintoista tra pagode e rituali tipici ai quali i tanti giapponesi non rinunciano neanche di fronte ad una coda infinita…anzi scopriremo infatti che ad i giapponesi piace proprio fare la coda per qualsiasi cosa, per noi a volte anche in modo inspiegabile come per l’apertura di un normale ristorante dove abbiamo realmente assistito ad una coda kilometrica quando comodamente accanto al nuovo ristorante c’erano due/tre ristoranti uguali simili….bah… i jappo!

 

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Nel spostarci da un quartiere all’altro ci imbattiamo anche in una TV locale che ci intervista chiedendoci un giudizio del quartiere/cosa ci è piaciuto e cosa abbiamo comprato… il cameraman e la ragazza che ci pone le domande sono del tutto impreparati e per noi il tutto è molto divertente e molto jappo! Prossima tappa il quartiere di Akihabara; il quartiere dei manga e fumetti. Anche qui lunghe code di jappo di tutte le età che si vogliono assicurare l’ultimo n° di quel fumetto o assistere a nuove presentazioni…sembra di stare davvero all’interno di un cartone animato con persone che urlano al megafono invitando la gente ad entrare nel proprio negozio…(o almeno cosi noi pensiamo!). Un’esperienza da fare è entrare in un maid cafe…meglio non raccontare troppo e lasciare la curiosità di provare…le sorprese non mancheranno…noi abbiamo conservato nel portafoglio una foto-ricordo assai divertente! In questo quartiere merita anche un giro da Yodabashi, un mega centro commerciale dedicato all’hi-tech ed esteso in verticale su 9 piani!! Prima di rientrare facciamo tappa e saliamo sulla Tokyo Tower (una copia identica della Tour Eiffel di Parigi) che personalmente non mi ha entusiasmato forse un po’ appunto perchè una copia di un monumento a noi molto conosciuto e anche per la sua location un po’ “soffocante” in quanto racchiusa da altri grattacieli ed altissimi palazzi!

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Due parole anche su Shinjuku, il quartiere più vicino alla nostra base!…Quartiere molto moderno e movimentato la sera tra luci al neon e localetti di ogni genere! Non mancano inoltre sale giochi e soprattutto sale da pachinko per i quali i giapponesi giocano e vengono storditi dai suoni e dalla luce! Questo quartiere ce lo ricorderemo anche per essere stati sempre capaci a perderci…infatti è dispersivo all’ennesima potenza con una stazione della metro gigante dalle mille uscite e vie con grattacieli e palazzi tutti simili! Una sera addirittura avevamo dovuto cambiare per una notte il nostro ostello e prenotare un altro che credavamo vicino sulla carta (errore anche di Google Maps) ma che ci ha fatto perdere clamorosamente l’orientamento trovandoci a chiedere info alla stazione della polizia del quartiere che molto all’avanguardia ha consultato un piano catastale ingiallito che sarà stato deglia anni ‘80 e ci ha accompagnati non senza difficoltà alla nostra destinazione non prima di essere immischiati con tre persone locali nel bel mezzo di una protesta di quartiere con cartelloni e canti…..that’s Japan!!!

L’ultimo quartiere che visitiamo dopo un breve passaggio non indimenticabile nella zona finanziaria di Tokyo per dare un’occhiata alla Banca centrale e alla Tokyo Stock Exchange è Odaiba, cioè la baia di Tokyo; già perchè Tokyo è anche sul mare e per raggiungere questa baia attraversiamo il moderno e bellissimo Rainbow Bridge (anche questo copiato dal Golden Gate di San Francisco); lo percorriamo tutto a piedi godendo di una superba vista dello skyline di Tokyo!…La giornata è bellissima e assistiamo ad una delle migliori scene del viaggio…in spiaggia intravedo cinque strani personaggi mascherati e chiedo a Marco e Jacopo: “ma perchè ci sono i Power Rangers in spiaggia??…ahah fantastici…li raggiungiamo per scoprire perchè al 31 Dicembre in spiaggia a Tokyo ci sono 5 Power Rangers…e scopriremo che sono dei ragazzi che stanno girando un video amatoriale per un loro amico…grandissimi!…anche questo è il Giappone! Immancabile foto together e poi visita al bel salone espositivo della Toyota dove proviamo qualche simulatore e vediamo il funzionamento dell’automobile ad idrogeno.

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Ci sono dunque tante Tokyo diverse l’una dalle altre…difficile dare un parere su cosa è meglio visitare e cosa no, ma consiglio quindi di cercare vederle tutte quante e vivere esperienze locali cercando di fare i giapponesi il più possibile e sono sicuro che Tokyo non vi deluderà!

TOKYO ed i giapponesi!

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Si parte alla scoperta della capitale del Giappone, si parte con un cielo grigio ed una pioggerellina invisibile che c’è ma non si sente! Subito ci addentriamo nei sotterranei della metro dove con solo 1000 Yen ci facciamo l’abbonamento all-day per non aver problemi di trasporto! La metro ti Tokyo è gigantesca (12 linee) , una vera città sotterranea dove ci si può trovare di tutto e dove è facile perdersi o sbagliare uscita ( una volta capito il metodo con i colori, lettere e numeri delle stazioni nonè poi cosi difficile)! C’è tanta gente ma non c’è caos e tutto è molto ordinato.

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Sulle scale mobili si sta rigorosamente sulla dx per lasciare passare a sx chi va di fretta, ai binari tutti si dispongono già perfettamente in file seguendo i segni sul pavimento che indicano dove si apriranno esattamente le porte dei treni ed infine un’altra cosa che si nota subito è che tra di loro parlano pochissimo, infatti anche salendo a bordo dei vagoni o la gente sta dormendo ( si addormentano in modo incredibilmente rapido anche stando in piedi e come orologi magici aprono gli occhi alla loro fermata e scendono!) oppure giocano con il loro I-Phone, (va per la maggiore quei giochi colorati tipo puzzle bubble o tetris!). Un altro particolare che allieta il sonno sono i sedili riscaldati che sono molto piacevoli anche per noi data la stagione invernale e che dopo qualche giorno ci aiutano ad integrarci meglio nella cultura dei giapponesi ed infatti anche noi per piccoli tratti un sonnellino profondo con la testa ciondolante ed abbandonata ai  movimenti del treno!

Parliamo anche dei giapponesi lavoratori; si sa che i jappo sono un popolo di gran lavoratori stakanovisti, ma sicuramente noi abbiamo notato sin dai primi giorni tante mansioni abbastanza superficiali ( per non dire inutili)… 1) il “segnalatore”: persona in divisa che appostata ai binari della metro con il suo classico rituale si avvicina al bordo dei binari e preannuncia l’arrivo e la ripartenza del treno, qualche parola accompagnata da dei precisi gesti e via. 2) il “ringraziatore”; persona o persone appostate all’uscita della metro che per ogni timbrata di ogni persona che esce dai “tornelli” dice grazie + altre dieci parole…arigato gozaimasu ecc ecc… 3) lo “stop umano”; persona sempre in divisa da parcheggiatore appostata all’uscita dei palazzi e grattacieli che appena esce una macchina anche da una stradina secondaria si sostituisce allo stop della segnaletica orizzontale stradale gestendo il traffico diciamo non troppo intenso essendo una normalissima uscita da un parcheggio…4)”l’uomo-cartellone”; persona che fa pubblicità in strada vestendosi o alzando cartelloni  per richiamare l’attenzione dei passanti e fare pubblicità al negozio/attività nei paraggi…. Ce ne sarebbero altre ma toglierei il gusto di scoprirle per chi ha intenzione di fare un viaggio in Giappone!

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Parliamo poi delle ragazze. Nello stereotipo ideale di ragazza giapponese si ha in mente la ragazzina teenager con la divisa e la gonnellina ed effettivamente se ne trovano in giro come essere in un cartone animato anche per il modo di fare e soprattutto di camminare. Tantissime, quasi tutte le ragazzine e non solo, camminano con le gambe storte con le ginocchia rivolte verso l’interno, qualcuno dice forse proprio per abitudine e per emulare le eroine dei manga in età giovanile! Le donne comunque sono spesso molto eleganti ed accattivanti con tacco, calze e minigonna ( molte mantengono il difetto della camminata storta) ma comunque tutte magre, longilinee e anche se la maggioranza diciamo non attira particolare attenzione, ce ne sono alcune davvero molto carine con i classici fini lineamenti da orientale!

IMG_4549A proposito di ragazzi Jappo per vivere un’esperienza più ravvicinata di cultura giapponese e conoscere qualche persona locale avevo cercato e mandato varie richieste con il Couchsurfing ed alla fine ci siamo trovati a condividere un pranzo in una classica “bettola” giapponese mangiando  il nostro primo vero ramen (squisito!) con  Take Tsuchi, un ragazzo di Tokyo! Lasciamo stare come abbiamo fatto ad  incontrarlo ed il meeting point…un’odissea! Anzi, è divertente…quindi raccontiamolo: il punto d’incontro deciso da lui è  il negozio LAWSON (mini-market tipo il 7Eleven) fuori dalla stazione di Ikebukuru. Noi immaginiamo sia di facile individuazione, ma subito scesi dalla metro ci accorgiamo di essere in una stazione gigantesca come una vera e propria città sotterranea…chiediamo indicazioni ma nessuno sembra sapere dove è il Lawson…ottimo. Usciamo dalla stazione troviamo un Lawson poco distante e chiediamo ad un commesso se sa dove è un LAWSON all’interno della stazione…ecco lui ci fa una strana smorfia e sembra non capire neppure il nome LAWSON (che è lo stesso per il quale lavora!!) Otteniamo poi un indicazione approssimativa che ci fa perdere del tutto e cosi troviamo rifugio in una elegante signorina all’interno di un grande negozio di abbigliamento all’interno della stazione. Parla incredibilmente un buon inglese e gli chiediamo se gentilmente può chiamare al telefono il nostro “amico” che dobbiamo incontrare spiegandogli dove siamo e se può raggiungerci ( i nostri telefoni non funzioniano e quindi ci pare una buona idea chiedere a lei cosi possono capirsi bene direttamente in giapponese!). Andiamo ad un telefono pubblico poco distante e introduciamo la ragazza al nostro “amico” Take dicendogli di chiarirsi con lei. Buono, parlano rapidamente per più di 5 minuti con evidenti cenni di intesa…riattacca…e quando gli chiediamo: “tutto OK?Vi siete capiti e ci raggiunge lui?”….silenzio… e poi “ I didn’t get it!…comeee??? 5 minuti al telefono e dopo non vi siete capiti per mettervi d’accordo??? Ma cosa si saranno detti???… richiamiamo ancora e lui gli spiega un nuovo meeting point fuori dalla stazione all’entrata di un teatro. Dopo un incredibile fatica e dopo più di un pensiero di bidonare il nostro appuntamento riusciamo finalemente a trovare ed a mangiare Ramen together!…mamma mia ma che fatica!!!

Sulla lingua inglese e sulla comunicazione ho già anticipato della loro difficoltà e quindi della ns difficoltà per capire e farci capire… loro sono comunque gentili e disponibilissimi (anche troppo) ed infatti se presi con il giusto spirito chiedere informazioni può essere una delle esperienze più divertenti da fare in Giappone! …provare e chiedere per credere…

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Welcome to Japan!

La classica abbuffata del pranzo di Natale si digerisce in volo, idem come lo scorso anno per il viaggio in Sri-Lanka. Eh si partenza natalizia da Malpensa dove pronti-via ecco subito all’imbarco i primi due intoppi: non trovo la fotocamera (nuova e mai usata) nel bagaglio a mano e ci sono problemi nell’emissione del boarding pass di Marco per la tratta Istanbul-Tokyo. Bene, si comincia bene. Con un po’ di souspence ci dicono che c’è un errore di sistema e che non riescono a stampare il biglietto e che dovremo chiedere una volta atterrati ad Istanbul (scalo del nostro volo della Turkish Airline). Cosi dopo 3 ore di volo in compagnia di un simpatico signore egiziano, una cena ed un film riusciamo, dopo un po’ di apprensione per aver fatto passare due/tre desk, ad ottenere il boarding pass per il volo Istanbul-Tokyo che parte puntuale alla mezzanotte circa. Aereo pienissimo di spagnoli e dove una signora giapponese crea il panico perché non trova il suo posto indicato sul biglietto e mobilita tutte le hostess e tutto il personale di volo. Si parte, seconda cena, un altro film e poi nanna… quando apro gli occhi guardo la mappa interattiva e scopro che stiamo già sorvolando la Corea del Sud… ottimo siamo vicini ormai al Japan, giusto il tempo per un’altra cena (la terza, senza nessun pranzo e colazione, in un breve lasso di tempo effettivo!). Superati i controlli e recuperati i bagagli (prima buona notizia: la fotocamera è nello zainone J! ) prendiamo subito il treno e poi la metro per raggiungere l’ostello nella zona di Shinjuku. Ecco il primo contatto con la popolazione giapponese; tanta gente, tanti con le mascherine, tutti simili, tutti con il telefono alla mano (rigorosamente I-Phone), tante vignette-fumetti per i messaggi di avviso oppure direttamente tanti uomini con cartelloni per la pubblicità.

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In ostello troviamo Jacopo (arrivato con un altro volo nel pomeriggio) e proviamo subito i Capsule Hotel, i caratteristici  e famosi “loculi” che  ci accoglieranno nelle notti di Tokyo. Di primo acchitto fanno un po’ effetto e abbastanza impressione, ma poi si rivelano spaziosi e confortevoli ed in più garantiscono la privacy che di solito viene meno negli ostelli con le grandi camerate condivise! Pecca dell’ostello sono le docce al pian terreno e l’assenza di scale, quindi dal 10° piano per scendere si va solo con l’ascensore e spesso solo andare a fare la doccia poteva diventare un’odissea!

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Primo giretto serale, freddino e pioviggina, ma dopo una breve camminata eccoci a Shinjuku dove dominano le luci al neon sui fianchi di palazzoni e grattacieli che si stagliano verso il cielo. Ci addentriamo in qualche viuzza, tanti locali “pink” con i classici “neri” agli angoli delle strade a fare da PR. Scegliamo un posticino molto giappo per mangiare qualcosa invogliati dalle rappresentazioni dei piatti in vetrina e per assaggiare qualcosa di locale (per me e Marco è la quarta cena!); appena si entra c’è un distributore automatico (uno dei tanti che incontreremo dato che il Giappone è il paese con più “macchinette” al mondo), si schiaccia il numero del piatto visto in vetrina, si paga e si ritira il ticket che si porta alla cassa dove iniziano a preparare il tuo piatto. Non benissimo la prima scelta, pensando fosse ramen (uno dei tradizionali piatti locali) io e Marco ordiniamo dei noodles che però ci vengono serviti freddi, scotti ed insipidi…(tecnicamente abbiamo ordinato soba e uton) Qualcosa migliora con un pochino di brodo caldo e un pochino di salsa di soia (qui la si mette dappertutto), comunque in definitiva non benissimo la prima esperienza culinaria in Giappone… ma sotto questo punto di vista ci rifaremo alla grande! Si rientra in ostello un po’ provati dal jet lag ma prima di coricarci nel “loculo” ci sta l’esordio della birra Asahi nella common room e si butta giù il piano di battaglia di visita per l’indomani…alla scoperta di Tokyo!

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Arigato gozaimasu Japan!!!

Arigato gozaimasu Japan!…non può iniziare con altra frase il racconto di questo viaggio in Japan.

Chiunque visiti il Giappone per un po’ di giorni sentirà la frase “arigato gozaimas” (significa molte grazie o grazie mille) intonata da qualsiasi giapponese che ti ringrazia per qualsiasi tua azione/richiesta e per qualsiasi tuo gesto. Una cantilena intonata che ti entrerà dentro e che sarai costretto a ripetere anche tu dopo qualche giorno!

Bello il Giappone,mi ha davvero sorpreso positivamente. Bei posti da visitare alternando città ultramoderne e città antiche con antichi splendori tutti da scoprire. Belle persone di estrema gentilezza, soprattutto persone curiose incontrate tutte da cercare di capire nei modi, da cercare di intendere nella lingua dato che la comunicazione spesso non è per niente facile; spesso chiedere informazioni ed arrangiarsi con l’orientamento è già un viaggio a sè! e soprattutto da capire nei pensieri (sarebbe infatti un bel viaggio poter entrare nella testa e vedere cosa pensa e come ragiona un giapponese). Tutto vero quello che si pensa dello stereotipo giapponese… si entra davvero in un mondo dei cartoni animati (i famosi manga) un popolo timido ma fiero ed orgoglioso al tempo stesso che crede e mostra entusiasmo per tutte le cose che fa!

Due settimane trascorse zaino in spalla tra Tokyo, monte Fuji, Oceano Pacifico, Kyoto, Hiroshima ed altre tappe qua e là tra santuari shintoisti, templi buddhisti, castelli, giardini zen ripercorrendo le vicende di imperatori, samurai, shogun e monaci che hanno costruito la storia di questo paese.

Ottimi i compagni di viaggio (Marco & Jacopo) con cui ho trascorso questi 14 giorni completamente immersi ed incuriositi da questa strana cultura che comunque è affascinante e personalmente ti coinvolge e ti sorprende sia in positivo che negativo.

A testimoniare questa avventura nei prossimi giorni immagini e parole racconteranno quello che è stato e quello che rimane di questo Natale/Capodanno in Giappone. Un gran bel viaggio da fare e da vivere!

Andrea San, Jacopo San, Marco San.

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let’s go to JAPAN!!!

Altro giro, altro regalo, altre storie da vivere e condividere. E’ il turno del Giappone. A quelli che mi chiedono perché il Giappone non ho una vera risposta, o forse la risposta migliore è sempre quella…perchè a me piace viaggiare e quindi appena ho la possibilità ne approffitto e prenoto un volo…la destinazione poi quella viene secondariamente… Questa volta appena ho saputo della chiusura natalizia dell’azienda ho fatto una delle cose che più mi piace fare con Skyscanner; scegli il periodo, scegli la città di partenza e come destinazione metti “OVUNQUE”…(ma che bello è??)…e cosi tra i risultati della ricerca tra i paesi diciamo “lontani” il volo più economico e fattibile per questo periodo è stato un volo della Turkish Airline Milano-Tokyo e quindi visto il prezzaccio (500€ A+R) tempo una settimana per valutare bene se il piano reggeva e poi…prenotazione effettuata! Parlando un po’ con altre persone ho trovato anche due nuovi ed insoliti compagni di viaggio che condivideranno con me questa nuova esperienza tutta da scoprire e che ormai continua sempre di più ad incuriosirmi.

Infine un’altra risposta alla prima domanda potrebbe essere che questo viaggio è diciamo un autoregalo per la conferma del lavoro ed il passaggio ad un contratto a tempo indeterminato, il che è motivo di soddisfazione a livello personale dato anche il periodo e la situazione generale ad oggigiorno.

Tra poco si parte e quindi ci si vede e ci si sente nel 2014…l’anno nuovo comincia in Estremo Oriente, là dove sorge il sole prima di tutti, là nel paese del Sol levante!

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bye bye SCANDINAVIA!!!

 A conclusione di questo viaggio non mi resta che dire bye bye Scandinavia e bye bye a tutte le persone incontrate in questi 23 giorni che hanno reso quest’avventura davvero fantastica!….a great trip….great people….thank you guys!!!

watch the video at the end of this page and take a look of all the pictures!

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Per vedere le foto, vedi sotto i vari link agli album fotografici: 

 foto Norvegia step1:

https://www.facebook.com/andrea.razio.16/media_set?set=a.10151750660274811.1073741831.764649810&type=3

foto Norvegia step2:

https://www.facebook.com/andrea.razio.16/media_set?set=a.10151772263319811.1073741832.764649810&type=3

 foto Svezia:

https://www.facebook.com/andrea.razio.16/media_set?set=a.10151705239859811.1073741829.764649810&type=3

foto Danimarca:

https://www.facebook.com/andrea.razio.16/media_set?set=a.10151702350334811.1073741827.764649810&type=3

Infine lascio questo video con immagini e suoni che in pochi minuti provano a racchiudere questo grandissimo viaggio con tutte le persone conosciute e tutte le esperienze vissute……..bye bye Scandinavia!!!

http://www.youtube.com/watch?v=098q6KAkOj0

Ultimo ‘piccolo’ tratto Interrail: SVEZIA DA Nord A Sud, poi DANIMARCA ed infine ITALIA!!!

IMG_4036a.jpgTreno, treno e ancora treno per il mio ultimo tratto: Lulea-Goteborg-Copenhagen. Cioè farsi tutta la Svezia da Nord a Sud in carrozza. Dopo una notte trascorsa in treno ecco Goteborg, tappa necessaria e decisa giusto il giorno prima come ultimo stop svedese prima di giungere in Danimarca. La città non mi ha entusiasmato molto e secondo me non c’è nulla da vedere in particolare, però rimane una piccola grande città molto viva con tante persone e tanto movimento vicino al centro. Una nota positiva della città è sicuramente il parco Slottsskogen, vera anima della città, con tantissime persone che fanno ogni genere di attività (frisbeegolf, yoga, running, roller, biking e tanti sport strani…). Decido anchio di visitarlo facendo running e fermandomi a fare tappe qua e là specie nel bel zoo disposto su vari livelli e abbastanza grande per gli animali: simpatica una capra selvatica della zona e dei pavoni invece poco amichevoli …inoltre vedo per la prima volta la vera alce! E’ davvero grossa con le sue gigantesche corna che sembrano quasi finte e morbidose…insomma dopo tanto cercare durante il viaggio almeno una piccola soddisfazione anche se non realmente a livello selvatico come si sperava!

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Dopo un abbondante colazione a buffet in un tranquillo ostello vicino alla zona del parco si ritorna verso la stazione e dopo un paio di ore ecco Kobenhavn, o meglio Copenhagen cioè DANIMARCA!! Si attraversa il ponte di Oresund, vero gioiello dell’architettura moderna, che collega Svezia-Danimarca.

IMG_4210aa.jpgScelgo l’Ostello Downtown perchè sembra essere vicino alla stazione e comodo per gli spostamenti per il centro dato che non avrò moltissimo tempo. La scelta ripaga subito perchè mi trovo in un vero ostello, con tantissima gente, per lo più americani, e tante attività organizzate tutte con obiettivo di conoscere gente e socializzare, perfette per chi come me è in viaggio in solitaria. E cosi dopo un primo giretto esplorativo della via principale del centro e immancabile visita al negozio della LEGO (esco con il sorriso stampato in faccia e con almeno 10 anni di meno!) partecipo alla  free shared dinner  in ostello dove conosco un australiano, un americano, un inglese e una ragazza olandese! Il livello di inglese e le conversazione con questi puri anglofoni non è facile ma dopo dopo le prime due birre dell’ Happy Hour (prendi 2, paghi 1) la serata, accompagnata anche da Live Music, scorre bene ed è divertente scoprire tra una birra e l’altra tantissimi nuovi giochi di carte, tra cui “Asshole and President”!

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IMG_4270aaaaaa.jpgLa città di Copenhagen mi è piaciuta, ma la credevo più autentica e caratteristica…invece è una piccola grande metropoli già invasa dalla globalizzazione. Per visitarla consiglio sicuramente la bicicletta (il mezzo di trasporto + diffuso in tutta la Danimarca!)…è pazzesco quanta gente si sposti su due ruote e sono letteralmente dei pazzi per la velocità e per il n° di biciclette per le strade…per attraversare bisogna prima guardarsi dalla biciclette in arrivo e poi dalle auto!!…Purtroppo non riesco a noleggiarla e decido di partecipare al free walking tours per la visita di Copenaghen. É molta valida anche questa opzione soprattutto perchè trovo un bel gruppo e una brava ragazza danese Rikke che spiega molto bene e con molta passione la storia e le curiosità nei vari punti di interesse turistici della città!

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Dopo i tanti km a piedi del tour tra le zone principali, il molo “Nyhavn” (molto bello), palazzi reali e la  famosa sirenetta (niente di che…) un immancabile salto a CHRISTIANIA, la comunità “hippie” tollerata dal governo danese…una sorta di utopia ai limiti della realtà che a chi interessa consiglio di approfondire sul web per scoprirne la storia. Quando si esce da Christiania il cartellopne recita “you are now entering in the EU”….davvero un mondo a sè! ( http://it.wikipedia.org/wiki/Christiania )

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Ora non mi resta che bere l’ultima birra in ostello sciallato sulle poltrone nella zona “lounge” e poi di nuovo in stazione per l’ultimo viaggio per attraversare l’Europa Centrale ed arrivare a casa con le seguenti tappe: Copenhagen,Amsterdam,Basilea e Milano!  Questa volta night train non molto ‘comfortable’; scompartimento a 6 posti che condivido con una signora tedesca (lei ok) e uno strano signore svizzero che praticamente non mi fa dormire fino a Basilea tra suoi continui sospiri, rumori e movimenti notturni… L Attraversando la Svizzera incontro Lanin, giovane ragazzo del Gambia con cui condivido una colazione in stazione (carissimo Starbucks a Basilea!) e parte del viaggio…( lo aiuto a trovare il treno che da Milano lo condurrà a Bari dove sta andando a trovare dei parenti…mica male la tratta Copenhagen-Bari).

Dopo circa 20ore non mi resta che prendere l’ultimo treno regionale Milano-Brescia e chiudere cosi questa meravigliosa esperienza di viaggio all’avventura in solitaria con l’Interrail. Le conclusioni le ho già riportate all’inizio di questo racconto-diario (http://raz85.myblog.it/archive/2013/09/01/thank-you-scandinavia-5659274.html) e molte altre rimangono ovviamente dentro di me…rimane comunque un’ avventura fantastica per un viaggio indimenticabile. Thank you Scandinavia!!!

ESPLORANDO LA LAPPONIA…AL CONFINE NORD TRA NORVEGIA E SVEZIA (parte 2)

Dopo una delle migliori dormite del mio viaggio (ci voleva proprio!) la giornata riparte e scopro subito che la maledizione della fine della stagione estiva mi perseguita e l’idea originale di attraversare la Svezia da Nord a Sud con un treno turistico (Inlandsbanan) svanisce perchè oggi 26/08 è il primo giorno della stagione invernale anche x gli svedesi ed i treni sono tutti cancellati da questa data e ripartiranno solo con l’inizio della nuova stagione estiva, cioè Giugno.

IMG_3972.JPGCambio programma quindi e nella sfiga mi ritrovo con un’altra botta di culo: mi aggrego io questa volta a Matteo che aveva previsto una tappa a LULEA (cittadina sul mare della costa nord-est della Svezia). Il suo couchsurfer previsto gli da buca e cosi facciamo una richiesta last-minute che viene accolta da Emad (ragazzo iraniano, studente di mineralogia qui in Svezia!). Emad vive in uno “studentato”, stile campus universitario, e quindi oltre ad un tetto per dormire ed un salotto con due materassi per dormire trascorriamo una bellissima serata facendo nuove conoscenze durante una bellissima cena con belle conversazioni appunto con il nostro couchsurfer Emad + due ragazze cinesi + una ragazza spagnola + un altro ragazzo iraniano + un ragazzo francese…ovviamente per la cena ci pensiamo noi…e cosi carbonara sia!…x concludere la cena c’è una sorta di competizione tra il tè cinese ed il tè iraniano à vince l’Iran!

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Lulea è una cittadina strana, a primo impatto ci sembra un piccolo ritrovo per malati mentali, una sorta di manicomio dove hanno portato tutta la gente ‘strana’ della Svezia. Chiediamo info a personaggi particolari e non otteniamo grande successo…poi l’impatto migliora man mano che scopriamo la città e gente ‘normale’. Una situazione buffa si verifica sull’autobus: il biglietto si fa direttamente sul pullmann ma accettano solo carte di credito (qui usa anche per comprare una caramella da 1€). La mia non funziona e neanche quella di Matteo. Scendiamo alla macchinetta della stazione centrale ma accetta solo monetine ( noi arriviamo dalla Norvegia e non abbiamo ancora cambiato con le corone svedesi e quindi nete coin), quindi risaliamo sul pulmann e il gentile conducente ci dice…”ok ok sit down”. Lo studentato è però leggermente fuori dal centro e quindi dobbiamo sempre spostarci con il bus. La seconda volta ripetiamo la scena…la nostra carta di credito non funziona, no coin ed il conducente “ok ok sit down”…qusto piccolo teatrino si ripeterà 4-5 volte e ha funzionato sempre! J

IMG_3984.JPGColazione con caffè dalla moca (prima volta nel viaggio) e subito sul pullmann x andare a visitare la GAMMELSTAD ( uno degli autentici villaggi-chiesa della nazione, patrimonio Unesco). Praticamente sono i vecchi villaggi con file delle classiche casette rosse costruite in modo ordinato attorno alla chiesa centrale, infatti queste abitazioni erano di proprietari che risiedevano lontano dalla città nelle campagne e che utilizzavano come dormitori per esserci alle funzioni religiose della domenica. All’interno infatti di queste “casette” solo una stanza con angolo cottura con tavolo + letto e niente di più. Giornata è splendida, calda, pochissimi turisti che rendono la visita molto autentica grazie anche ad un signore anziano che ci spiega molt dettagliatamente tutta la storia. Molto bello anche il museo all’aperto dove è stato ricostruito un vecchio villaggio svedese del 1800.

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Ora non mi resta che salutare Matteo (grandissimo compagno di avventure in questi ultimi intensissimi 4 giorni), lui prosegurà il viaggio passando dalla Finlandia ed io proseguirò la discesa di tutta la Svezia con tappa a Goteborg prima di approdare in Danimarca! 

ESPLORANDO LA LAPPONIA…AL CONFINE NORD TRA NORVEGIA E SVEZIA (parte 1)

Dopo la magica giornata precendente ed un’ora scarsa di sonno io & Matteo ci dirigiamo verso Narvik, ultima tappa norvegese e punto più a Nord del mio viaggio (latidudine 68° 26′ N). Prima di prendere il bus c’è tempo di rivedere e salutare con piacere Bruno (il ragazzo di Napoli) e notare che alle spalle gli hanno ritrovato il suo zaino smarrito dalla compagnia aerea. Trovo anche i due cinesi conosciuti sul battello e una coppia di americani conosciuti anche loro nei primi giorni sulle Lofoten…bello ritrovare casualmente la gente conosciuta qualche giorno prima in un altro luogo! Sul bus che in 6 ore ci porta a Narvik e prima di crollare dal sonno facciamo conoscenza con due ragazze svizzere anche loro con ns stessa destinazione verso il confine svedese….già Narvik è tappa obbligata perchè è il capolinea della linea ferroviaria svedese ed infatti subito dopo Narvik (ultima città Norvegese) si supera il confine e si ritorna in Svezia!

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Purtroppo l’unico treno è il mattino successivo e cosi siamo costretti a trascorrere una notte a Narvik che non ha nulla da offrire a livello turistico…e quindi dopo aver provato a vedere l’unico ostello della città (caro  e bruttino) decidiamo di optare per lil wild camping e trascorrere la notte in tenda (bravo Matteo ad avere una piccola tenda)…ci aggreghiamo cosi alle due svizzere e a tre ragazzi tedechi tutti interrailers conosciuti anche loro sul bus. Inzialmente si bivacca in un parco cittadino, ma poi dopo una piccola perlustraizone i ragazzi tedeschi trovano un piccolo colle isolato dal quale si ha una bellissima vista della città…andata!…picchetti e via…e cosi ecco tre tende montate e pronte x quella che si prevede una fredda nottata! Bellissima atmosfera tra un piccolo falò che non si riesce ad accendersi (troppo umido), cena spartana e poi tra un thè e qualcosa di caldo anche musica ‘live’ con chitarra dei tre tedeschi (minchia si stanno facendo l’interrail con chitarre al seguito e si fermano nelle varie città a cantare x strada!)…insomma una notte che doveva essere solo transitoria si trasforma in un’altra autentica e bellissima esperienza!

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 Io e Matteo partiamo presto la mattina, smontiamo la tenda e lasciamo un msg e un saluto ai tedeschi e svizzere con cui abbiamo condiviso l’ultima nottata…bye bye “cara” (in tutti i sensi!) Norvegia, ora è tempo di tornare in Svezia…e cosi tra laghi e foreste in un attimo siamo in LAPPONIA! Anche Matteo decide di fermarsi per una notte ad Abisko e cosi dal treno raggiungiamo qst ostello isolato e praticamente sui binari che però ha un grandissimo pregio… ha la sauna!…ostello in Lapponia con autentica sauna svedese…mica male! Dopo una pasta rifocillante e dopo aver conosciuto gli unici altri due ospiti dell’ostello (una coppia catalana di Barcellona) per la giornata ci inoltriamo nel parco naturale e subito ci incamminiamo per il primo pezzo del famoso Kungsleden (sentiero del Re, una sorta di Cammino di Santiago scandinavo che sembra molto conosciuto da queste parti!)…dopodichè tra le sterminate foreste di conifere costeggiamo un fiume che crea un bellissimo canyon tra le strette e levigate pareti di roccia! Per tornare all’ostello ci sono circa 2-3km e volutamente ci incamminiamo sulla strada principale, non certo trafficata, ma solo costeggiata dal mitico treno del ferro (questa zona è molta famosa per le miniere di ferro, e sull’unico binario passano in continuazione questi convogli che fanno da spola da un posto all altro.)…ci sta infatti una foto sui binari da veri interrailers ed in generale dall’atmosfera molto on the road! 

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IMG_3971.JPGArrivati all’ostello non ci resta che fare una bella sauna…ci stava alla grande dopo le fatiche ed i ritmi incessanti dei giorni precedenti…! Condividiamo la sauna con la coppia catalana, una coppia tedesca ed anche con il proproietario dell’ostello…ci sta anche questo!…poi belli stanchi e cotti la giornata si chiude con una bella cena condivisa con la coppia catalana…(si pensa magari ad un’altra aurora boreale???…mah…non potremo saperlo perchè la stanchezza si fa sentire e si va a dormire presto! Domani si inizia ad andare a Sud, non mi resta solo che attraversare tutta la Svezia…

Una giornata infinita dal Sud al Nord delle Lofoten…e poi l’AURORA BOREALE!

La mattina si saluta Å ed i suoi abitanti e si parte in direzione Stamsund, paesino a Nord delle Lofoten per passare l’ultima notte su queste isole. Sarà una giornata lunghissima ed indimenticabile.  Inizialmente sono dell’idea di incamminarmi, fare un’altra escursione nei dintorni e poi raggiungere in bus Stamsund…ed invece botta di culo…i due ragazzi di Forli (Roberto e Andrea) vanno anche loro verso Nord ed hanno la macchina a noleggio (non ha caso una Polo, data la latitudine 😉 e cosi io ed anche Matteo, l’altro ragazzo italiano che vive a Girona ci aggreghiamo a loro ed in quattro risaliamo tutte le Lofoten con tappe in completa libertà dove ci capita. Noleggiare una macchina su queste isole è l’ideale e sicuramente la miglior soluzione per visitarle andando liberamente dove si vuole scoprendo scorci inaspettati e suggestivi.

IMG_3815.JPGTra pecore, mari e monti decidiamo la prima tappa: Kvalvika. L’escursione come al solito non è ben segnalata ma seguendo le poche indicazioni ci incamminiamo in una vallata tra lago e montagna con sentiero che scompare e riappare in un acquitrino perenne. Dopo mezz’oretta il sentiero non ci convince, siamo gli unici a percorrerlo ed il pantano non diminuisce…dietro-front e ritorniamo alla macchina. Un po’ delusi si riparte ma poco dopo di sfuggita vediamo un’altra indicazione…eccolo il vero sentiero per Kvalvika!…prima avevamo toppato di brutto! Matteo non ha le scarpe adatte e rinuncia mentre io, Roby e Andrea ci inerpichiamo subito su questo che sembra subito un vero sentiero pur sempre un po’ fangoso! Dopo un’oretta ed un miglioramento graduale del meteo, ecco una visione…oltre il valico ecco una spiaggia…grande…una distesa di sabbia dove l’acqua pulita dell’oceano crea grandi onde che si infrangono in questa baia racchiusa tra due montagne dominanti. Si scende e ti trovi pure le pecore che mantengono un praticello verde come il “green” di un campo da golf perfettamente conservato. Bellissima escursione e baia nel complesso davvero favolosa!…unica nota negativa:  la temperatura dell’acqua; ma giustamente siamo comunque oltre il Circolo Polare Artico!

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IMG_3810bb.jpgSi riprende l’auto tra laghi,mare, vallate e montagne che cambiano completamente aspetto…è arrivato finalmente il sole…e addirittura non ci sono più nuvole…un miracolo visto i giorni precedenti! Ecco le magiche isole Lofoten, le montagne brillano e le diverse profondità di questi paesaggi prendono forme con colori e riflessi appunto…magici! Facciamo varie tappe tra Ramberg, Nusfjord ed in generale ti godi questo paesaggio (che fa ‘na pippa a Tolkien ed al suo Signore degli Anelli) e tra mille foto e chiaccherate arriviamo a Stamsund dove io e Matteo scendiamo e salutiamo Roby (amico del frisbee) e Andrea (studente di Trondheim)…grazie x il passaggio e x la bellissima giornata! Per me e                                                Matteo però la giornata  è ben lontana da essere finita! J

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IMG_3830a.jpgStamsund, tappa prescelta per il famoso Ostello della Gioventù ed il suo proprietario Roar decantato su tutte le guide. Purtroppo non lo conosceremo di persona, ma dovremo ringraziare alla fine la sua collaboratrice Cecilie che sarà protagonista di questa tappa! Questo ostello è situato alla fine del piccolo villaggio ovviamente di pescatori ed è costruito proprio sul molo in una struttura molto spartana. La figata è che a disposizione ci sono alcune piccole barchette di legno e dietro una piccola cauzione si possono utilizzare per uscire a pescare liberamente con tutta l’attrezzatura! Noi siamo arrivati un po’ tardi, saranno già le 20.00, e le barchette sono già tutte fuori…peccato! Poco male, subito dietro all’edificio principale c’è un piccolo colle da esplorare sino ad arrivare al faro da dove si gode di un panorama che difficilmente dimenticherò. La giornata è perfetta, i colori del tramonto iniziano a manifestarsi e le Lofoten mostrano tutta la loro bellezza tra le tantissime montagne sul mare (coperte solo in cima da un “cappuccio” formato da nuvole che si poggiano dolcemente sopra di esse) e poi tante piccole isolette con diverse profondità sino ad intravedere in lontananza la costa frastagliata della Norvegia continenantale…..aggiungi l’atmosfera, la pace assoluta, i gabbiani e questi colori…che sunset…che spettacolo!

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IMG_3853.JPGNel rientrare vediamo un gruppetto di ragazzi (italiani) indaffarati dopo una battuta di pesca: 12 maccarelli (tipo di sgombro). Dopo aver scambiato due parole e difeso il loro pescato dai voraci gabbiani del molo, si passa prima alla pulizia del pesce e poi alla cucina!…io e Matteo siamo gentilmente invitati a condividere il bottino e circa alle ore 23 la cena è servita! Conosciamo così meglio questo gruppetto di cinque amici di Roma (Tancredi, Agnese, Chiara, Simone e Mauro) diretti a Capo Nord. Dopo cena rimaniamo a lungo nella “living room” dell’ostello quando circa alle 2 di notte…la buona Cecilia entra nella stanza ( io pensavo ci dicesse di fare meno casino che la gente stava dormendo…) ed invece ci dice: “ There is Aurora Borealis that is developing!”…usciamo di corsa ed in realtà all’inizio si intravede solo una strano fascio verticale ma di colore ancora grigio come una “nuvola strana”…poi poco dopo ecco il colore verde (come si vede nelle cartoline) che inizia a manifestarsi e pian piano si sposta brillando in alcuni punti per poi scomparire. E’ un fenomeno davvero strano ma viverlo cosi totalmente inaspettato (solitamente l’aurora boreale si vede durante i mesi invernali) è davvero eccezionale ed eccitante, perchè nessuno sa esattamente come funziona e come si sviluppa nel cielo. Per circa mezz’ora/un’ora siamo tutti noi italiani più la mitica Cecilie con il naso all’insù meravigliandoci di questa luce verde che brilla davanti al cielo blu della notte e che si sposta da sx verso dx creando un arco gigante e poi in verticale colorando questa notte magica! Rientriamo in ostello, ma nessuno ha più sonno e quindi tra un thè e qualcosa da mangiare si va avanti a parlare realizzando che tutti noi abbiamo visto per la prima volta l’Aurora Boreale!…una bella sensazione ed una bellissima esperienza vissuta! (PS: bravo Matteo che riesce in parte a fotografarla!)

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Ma non è ancora finita questa giornata…il sonno se ne è andato del tutto e vista l’ottima situazione meteo qualcuno resiste e ci fermiamo pure ad aspettare l’alba!…il posto è già deciso, la collinetta dietro l’ostello è un ottimo punto di osservazione e cosi rimaniamo fino alla fine in tre ad attendere il sorgere del sole tra conversazioni, un po’ di freddo e alcune foto sceniche  sfruttando luci e colori di un sunrise altrettanto magnifico!

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Tempo di salutare i ragazzi romani e tempo di concludere questa magica giornata che chiude in modo perfetto questa esperienza su queste magiche isole Lofoten!