Autore archivio: raz85

Per non dimenticare il passato e la storia…HIROSHIMA.

Dopo circa 4 ore totali di viaggio da Tokyo scendiamo alla stazione di Miyajima dove in un classico ostello con stanza tipica giapponese con tatami e futon ci riposiamo per l’indomani visto che il paesino non offre davvero nulla per la serata, anzi veniamo rifiutati da tutti e quattro i ristoranti che circa alle 9e mezza di sera iniziano a chiudere i battenti. In queste occasioni capiamo il gesto tipico dei giapponesi quando vogliono dire che il locale è chiuso o comunque vogliono respingerti…. una bella “X” con le braccia conserte che si incrociano! Mattina presto e pigliamo il battello verso l’isoletta di Miyajima dove veniamo accolti da tantissimi cervi ( con le corna tagliate) che vagano liberamente e che sembrano non curarsi della presenza dei tantissimi turisti… bellissimo il cervo in coda davanti all’entrata di un bar! Simbolo di quest’isola è il gigantesco Torii rosso galleggiante, simbolo shintoista che segnala l’entrata nella zona religiosa. Molto bello e molto bello anche il santuario con i vari edifici galleggianti con l’alta marea, mentre con la bassa marea il mare si ritrae ed i vari tempietti sono stabili sul terreno…(diciamo un Mont Saint Michel giapponese!).

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Oltre a questo cè un bel santuario shintoista raggiungibile con una serie di rampe di scale dove ci ricorderemo le tantissime statuette di varie divinità “abbellite” da guanti, sciarpe ed indumenti vari posti sulle statue per augurarsi buona salute e protezione per la famiglia. Per fortuna noi visitiamo il tutto la mattina presto perchè poi essendo domenica sull’isola si fa fatica a camminare in quanto viene invasa da un’incredibile folla di giapponesi in pellegrinaggio con barconi che rilasciano centinatia di persone ad ogni sbarco. Nel tornare sul viale dei negozietti e ristoranti ci imbattiamo anche in uno spettacolo con una scimmietta danzante e giocoliera..strepitosa!  Lasciamo il nostro ostello non prima di aver visto e provato il distributore di salviette che bensi non eroga salviette per il bagno come appare nelle immagini, ma un ticket da consegnare al personale della reception posizionata giusto un metro dietro il distributore….mmh e chiedere direttamente alla reception???…mmh giusto siamo in Giappone e alcune domande e meglio non porsele… 😉

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Ad Hiroshima vale la pena andarci. Il significato e la consapevolezza di essere fisicamente in un luogo dove si è consumata con molta probabilità la peggior catastrofe causata dall’uomo pesa molto e quindi abbiamo fatto davvero bene ad esserci passati ed essere testimoni di essere stati ad Hiroshima. Un museo davvero ben fatto e ben spiegato che ti fa incollare ad ogni pannello informativo, video e ricostruzione con spiegazione dei fatti che ti fanno rivivere la storia davvero da vicino per capire come sono andate le cose e che comqunque ti colpisce per il significato profondo e riesce a toccarti in fondo nell’anima e da un senso forte alla vita e all’esistenza umana. Da parte dei giapponesi è ben visibile comunque l’orgoglio nazionale e l’idea di sponsorizzare e promuovere iniziative per la pace nel mondo e per il disarmo nucleare delle nazioni. Molto bella anche la storia e il memorial di Sasaki Sadako (la ragazzina contagiata dalle radiazioni della bomba ed inseguito morta prima di completare i suoi mille gru di carta con la tecnica di origami ( a thousand paper cranes), completati poi dalle compagne di scuola e che ha poi trasformato il simbolo della “gru” di carta in icona di pace).

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Passeggiamo zainone in spalla per il Memorial Park dove è rimasto il A-Bomb Dome, l’unico edificio sopravvisuto all’esplosione ( avvenuta a circa 600m di altezza) e poi ancora toccati dalla forte esperienza ci incamminiamo verso la stazione e recuperiamo lo zaino piccolo lasciato in deposito ai coin lockers e da li ripartiamo col treno shinkansen verso Kyoto!

GITE FUORIPORTA DA TOKYO: dal Monte Fuji all’Oceano Pacifico.

Tokyo è un’ottima base per tante escursioni nei paraggi e grazie ai treni ad alta velocità “Shinkansen” si raggiungono davvero facilmente e velocemente molti posti di interesse turistico! Ecco, consiglio vivamente per chi ha intenzione di girare un po’ di acquistare il Japan Rail Pass che permette di prendere per 7 o 14 gg tutti i treni della JR Line illimitatamente…praticamente come il nostro pass Interrail! (importante: è da acquistare prima di arrivare in Giappone e poi si attiva in stazione nel momento che si vuole utilizzare). E cosi al secondo giorno si parte in direzione Hakone; paesino di montagna in zona monte Fuji, uno dei luoghi più fotografati e più famosi di tutto il Japan! Considerato monte sacro è un vulcano dalla forma perfetta alto 3776mt con un diametro dal cratere di 500m con la cima quasi sempre innevata…è davvero un classico a cui non ci può sottrarre! Purtroppo non si potrà scalare essendo inverno, ma nelle stagioni migliori è meta di pellegrinaggio e la sua ascensione per vedere l’alba dalla cima è sicuramente una grandissima esperienza! Dal treno si passa al bus locale e quando scendiamo nel paesino sulle rive del lago c’è tanta neve, -5°, ma la giornata è splendida e la forma a cono del Fuji fa da sfondo a qualsiasi foto!

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Superato un piccolo santuario molto carino con la neve ci addentriamo in un viale con degli alberi secolari giganteschi e poi essendo un poco in ritardo per salpare con la nave sulle acque del lago (nave mooolto kitsch!) ci scappa una corsetta nella neve tra i boschi (stile Flynet di Holly & Benji solo per intenditori)  ed eccoci sulle acque del laghetto che ci porta sempre più vicino al monte. Sulla nave dei “pirati” siamo praticamente gli unici occidentali e ci mettiamo poco ad essere considerati VIP ed ad attirare attenzione ed essere immortalati in tante foto con ragazze e signore giapponesi di tutte le età! Poi tocca salire su una funivia per arrivare su in alto ed ammira re il Fuji, sempre più grande ed imponente, da questa cima caratterizzata dalla presenza di geyser (dall’odore si riconoscono subito queste sorgenti solfuriche) e caratterizzata direi dalle uova nere!

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Già per spuntino proviamo come al solito cibo japponese meglio se strano, e qui tra le uova nere ed una specie di panino color “sasso di pietra grigia” con all’interno un ripieno marroncino tutto estremamente spugnoso direi che vince a mani basse il premio di cosa più strana assaggiata in Japan! (per la cronaca in tre il “sasso” non siamo riusciti a finirlo!). Risaliamo poi il sentiero innevato per andare a vedere e sentire da vicino i geyser ma ci accorgiamo di aver sbagliato sentiero quando dopo circa 20 minuti il sentiero si inerpica su per la montagna e diventa impraticabile dato che non abbiamo neanche calzature adattassime per la scalata ed infatti qualche “svoltolone” non manca, anche se qualcuno sale addirittura con ballerine o scarpe con i tacchi…bah! (Sul sentiero troviamo un cartello: “Don’t buy the black eggs!”…ooops! ). Per scendere si prende una funicolare ci accompagna verso la chiusura di questa giornata splendida con un cielo terso ed ancora splendido…ultimo trenino caratteristico dove da bravi giapponesi ci addormentiamo tutti nel giro di 2 minuti e poi rientro a Tokyo per chiudere la giornata con una bella cena a base di tempura!

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Altra giornata bellissima e altro giro con i treni verso Kamakura ed Enoshima. Quest’ultima meno conosciuta ma che personalmente mi è piaciuta molto di più rispetto alla blasonata Kamakura. Dagli ambienti di montagna del  monte Fuji si passa ad ambienti più “estivi” sulle sponde dell’Oceano Pacifico. Prima sorpresa…anche da qui si vede e molto bene il Monte Fuji ed anzichè montagne davanti, in primo piano qui ci sono isole, spiagge e le acque dell’Oceano. Enoshima è infatti una piccola isoletta-santuario disposta su vari livelli con all’ingresso una bel viale con bancarelle e prodotti locali di artigianato e cucina…si ecco la novità del giorno da assaggiare: polipo imbustato da mangiare come snack tipo pane carasau ma molto più tipo polistirolo…insomma non un granchè! Meglio spiedini vari di pesce o carne vari appena cotti li al momento su griglie ed ovviamente imbevuti di salsa di soia!

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Dopo aver visto i siti del santuario shintoista ci addentriamo in una grotta “sacra” da visitare con lanterna alla mano e tanto di statua-dragone e vari personaggi da adorare della relgione buddista. Poi i falchi all’uscita delle grotte ed alcune foto a contatto con l’acqua dell’Oceano (con sfondo Fuji ovviamente) prima di trovare il posto perfetto per il pranzo per quella che sarà la miglior mangiata di tutto il viaggio! The place: terrazza al sole a strapiombo sulle scogliere con falchi svolazzanti, sole dritto in faccia con riflesso sull’acqua e vista oceano sino all’orizzonte con monte Fuji innevato annesso laggiù sullo sfondo, vicine di tavolata due signore giapponese molto eleganti nel loro tradizionale kimono. The food: sashimi fresco come se piovesse, calamari alla piastra e altri pesci, tutto squisito con immancabile birra Asahi ad accompagnare. The price: neanche 20€ a testa….yes we love Japan!

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2° tappa è Kamakura, antica capitale giapponese prima di Kyoto e quindi anche prima di Tokyo. Sulla strada ci sono tanti locali con le antiche casette in legno e tanti ragazzi tipici che trasportano i turisti nella classica carrozza stile “giappone antico” tra i quali facciamo due parole con il mitico Tako da Okinawa! Arriviamo poi in zona templi dove visitiamo dominante Grande Buddah di bronzo (12m di statua, seconda x altezza in tutto il Japan) e poi visitiamo il bel tempio di Haradera con tantissime divinità buddhiste sparse ovunque e di tutte le dimensioni. Anche qui all’interno tante persone che offrono monetine ed aggiungono indumenti alle varie statue per augurarsi buona salute, prosperità o protezione per i figli. Molto carino questo tempio ma ora è tempo di rientrare per l’ultima notte a Tokyo prima di cambiare area e spostarci verso ovest per visitare Kyoto, Hiroshima ed altre tappe nelle vicinanze!

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TOKYO ed i suoi quartieri!

Riguardo alla città…Tokyo, la capitale dell’est. Che dire, è una città da mille volti, grande, immensa, cosmopolita che a me personalmente è piaciuta molto forse anche per questa sua diversità che ti porta a scoprire ogni suo quartiere comunque diverso dal precedente appena visitato. Non riuscirei a raccontare bene ogni cosa vista e vissuta, ma in ogni caso consiglio vivamente almeno 3 o 4 gg per risucire a scoprire bene il volto di Tokyo. Noi con un ritmo serratissimo dalla mattina presto fino alla sera gironzolavamo qua e là facendo almeno due quartieri al giorno e nel complesso direi che meritano di essere visti quasi tutti quelli visitati.

IMG_4238 IMG_4243Noi abbiamo iniziato dalla zona di Shibuya dove per prima cosa abbiamo visto il nostro primo (e sicuramente non ultimo) santuario scintoista dedicato all’imperatore Meiji. Bella la zona alberata con un torii (il classico portale gigante solitamente di legno coloro rosso che indica l’ingresso alla zona religiosa) enorme e il viale addobbato da lanterne e da antichi barili di sake. Poi un giro nella zona di Harajuku, quartiere delle ragazze cos play, cioè le ragazze giapponesi che creano i loro vestiti identici ai personaggi dei fumetti. Qui iniziamo le nostre esperienze culinarie di street food e per il quale stabiliamo una regola: ogni giorno qualcuno di noi tre sceglie un cibo “strano” da provare e tutti sono obbligati ad assaggiarlo… il risultato alla fine dell’esperienza non è male, anche se a volte abbiamo toppato di brutto! Poi non può mancare l’attraversamento dell’incrocio di Shibuya, uno dei più affollati al mondo per numero di persone che si intersecano in questo incrocio pedonale a più vie molto suggestivo da osservare dall’alto (consiglio la vetrata di Starbucks che gode di una bella visuale).

Decidiamo di andare nella zona centrale dove risiede il palazzo dell’Imperatore, ma scopriamo a nostro malgrado che l’Imperatore è “in ferie” e che la zona del palazzo è chiusa fino al 6 Gennaio…sfiga! Allora vista la pioggerellina insistente ci rechiamo alla stazione centrale dove facciamo tappa al Tourist Information per chiedere qualche info su escursioni nei dintorni per i giorni seguenti. Chiediamo anche info sui treni per attivare il Japan Rail Pass ed una signora non giovanissima con un inglese farneticante ci ripete continuamente gli orari per la tratta Tokyo-Kyoto e Kyoto-Tokyo! Dopo mille foglietti e depliant scappiamo comunque con le idee più chiare per i giorni a seguire. Nel tardo pomeriggio tappa a Ueno (non troppo esaltante) e poi al quartiere Ikebukuro caratterizzato dalle classiche luci al neon che brillano al calar della sera che gli regalano appunto il nomignolo “Sunshine City”. In particolare assolutamente da andare sul grattacielo che grazie ad un ascensore spaziale in 30 secondi ti catapulta a 250m di altezza dove l’osservatorio ti regala una magica veduta dall’alto di Tokyo che si illumina nella notte con tutte le luci di palazzi, grattacieli e strade! Molto carine anche le ragazze che ti accompagnano su e giù dall’ascensore ripetendo il loro rituale in giapponese regalando inchini e sorrisi ai visitatori.

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Se vi svegliate presto una tappa imperdibile è il mercato del pesce più grande al mondo, Tsukiji. Se vi svegliate molto molto presto potete assistere alla famosa asta dei tonni, noi ci siamo accontentati di vederli qualche ora più tardi già “battuti” e senza indugiare troppo abbiamo assaggiato un piatto di pezzetti freschi appena tagliati…favolosi…aggiungendo poi una puntina di salsa di soia…fenomenali! Una vaschetta da circa 300g ci costa 1000 Yen, il risultato è che in un attimo ci fidelizziamo a questa bancarella e ce ne facciamo fuori 3 vaschette nel giro di 10 minuti! Bello poi vedere altri tipi di pesce, polipi e crostacei giganti e slalomeggiare tra la folla ed i lavoratori che girano incuranti delle persone e dei turisti da una parte all’altra del mercato con i loro strani muletti!

 

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Il quartiere più famoso della capitale giapponese è Asakusa, il vero centro storico di Tokyo, o per meglio dire di Edo (l’antica dinastia imperiale che ha fatto la storia di questo paese). Superando un grande portale dove con una gigantesca lanterna rossa un viale umano ricolmo di persone e pieno di bancarelle, street food e tanti oggetti e souvenir! Girano anche molte ragazze con i kimono tradizionali e le “carrozze” trainate da giovani aitanti con le loro calzature tipiche! Bello il santuario shintoista tra pagode e rituali tipici ai quali i tanti giapponesi non rinunciano neanche di fronte ad una coda infinita…anzi scopriremo infatti che ad i giapponesi piace proprio fare la coda per qualsiasi cosa, per noi a volte anche in modo inspiegabile come per l’apertura di un normale ristorante dove abbiamo realmente assistito ad una coda kilometrica quando comodamente accanto al nuovo ristorante c’erano due/tre ristoranti uguali simili….bah… i jappo!

 

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Nel spostarci da un quartiere all’altro ci imbattiamo anche in una TV locale che ci intervista chiedendoci un giudizio del quartiere/cosa ci è piaciuto e cosa abbiamo comprato… il cameraman e la ragazza che ci pone le domande sono del tutto impreparati e per noi il tutto è molto divertente e molto jappo! Prossima tappa il quartiere di Akihabara; il quartiere dei manga e fumetti. Anche qui lunghe code di jappo di tutte le età che si vogliono assicurare l’ultimo n° di quel fumetto o assistere a nuove presentazioni…sembra di stare davvero all’interno di un cartone animato con persone che urlano al megafono invitando la gente ad entrare nel proprio negozio…(o almeno cosi noi pensiamo!). Un’esperienza da fare è entrare in un maid cafe…meglio non raccontare troppo e lasciare la curiosità di provare…le sorprese non mancheranno…noi abbiamo conservato nel portafoglio una foto-ricordo assai divertente! In questo quartiere merita anche un giro da Yodabashi, un mega centro commerciale dedicato all’hi-tech ed esteso in verticale su 9 piani!! Prima di rientrare facciamo tappa e saliamo sulla Tokyo Tower (una copia identica della Tour Eiffel di Parigi) che personalmente non mi ha entusiasmato forse un po’ appunto perchè una copia di un monumento a noi molto conosciuto e anche per la sua location un po’ “soffocante” in quanto racchiusa da altri grattacieli ed altissimi palazzi!

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Due parole anche su Shinjuku, il quartiere più vicino alla nostra base!…Quartiere molto moderno e movimentato la sera tra luci al neon e localetti di ogni genere! Non mancano inoltre sale giochi e soprattutto sale da pachinko per i quali i giapponesi giocano e vengono storditi dai suoni e dalla luce! Questo quartiere ce lo ricorderemo anche per essere stati sempre capaci a perderci…infatti è dispersivo all’ennesima potenza con una stazione della metro gigante dalle mille uscite e vie con grattacieli e palazzi tutti simili! Una sera addirittura avevamo dovuto cambiare per una notte il nostro ostello e prenotare un altro che credavamo vicino sulla carta (errore anche di Google Maps) ma che ci ha fatto perdere clamorosamente l’orientamento trovandoci a chiedere info alla stazione della polizia del quartiere che molto all’avanguardia ha consultato un piano catastale ingiallito che sarà stato deglia anni ‘80 e ci ha accompagnati non senza difficoltà alla nostra destinazione non prima di essere immischiati con tre persone locali nel bel mezzo di una protesta di quartiere con cartelloni e canti…..that’s Japan!!!

L’ultimo quartiere che visitiamo dopo un breve passaggio non indimenticabile nella zona finanziaria di Tokyo per dare un’occhiata alla Banca centrale e alla Tokyo Stock Exchange è Odaiba, cioè la baia di Tokyo; già perchè Tokyo è anche sul mare e per raggiungere questa baia attraversiamo il moderno e bellissimo Rainbow Bridge (anche questo copiato dal Golden Gate di San Francisco); lo percorriamo tutto a piedi godendo di una superba vista dello skyline di Tokyo!…La giornata è bellissima e assistiamo ad una delle migliori scene del viaggio…in spiaggia intravedo cinque strani personaggi mascherati e chiedo a Marco e Jacopo: “ma perchè ci sono i Power Rangers in spiaggia??…ahah fantastici…li raggiungiamo per scoprire perchè al 31 Dicembre in spiaggia a Tokyo ci sono 5 Power Rangers…e scopriremo che sono dei ragazzi che stanno girando un video amatoriale per un loro amico…grandissimi!…anche questo è il Giappone! Immancabile foto together e poi visita al bel salone espositivo della Toyota dove proviamo qualche simulatore e vediamo il funzionamento dell’automobile ad idrogeno.

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Ci sono dunque tante Tokyo diverse l’una dalle altre…difficile dare un parere su cosa è meglio visitare e cosa no, ma consiglio quindi di cercare vederle tutte quante e vivere esperienze locali cercando di fare i giapponesi il più possibile e sono sicuro che Tokyo non vi deluderà!

TOKYO ed i giapponesi!

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Si parte alla scoperta della capitale del Giappone, si parte con un cielo grigio ed una pioggerellina invisibile che c’è ma non si sente! Subito ci addentriamo nei sotterranei della metro dove con solo 1000 Yen ci facciamo l’abbonamento all-day per non aver problemi di trasporto! La metro ti Tokyo è gigantesca (12 linee) , una vera città sotterranea dove ci si può trovare di tutto e dove è facile perdersi o sbagliare uscita ( una volta capito il metodo con i colori, lettere e numeri delle stazioni nonè poi cosi difficile)! C’è tanta gente ma non c’è caos e tutto è molto ordinato.

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Sulle scale mobili si sta rigorosamente sulla dx per lasciare passare a sx chi va di fretta, ai binari tutti si dispongono già perfettamente in file seguendo i segni sul pavimento che indicano dove si apriranno esattamente le porte dei treni ed infine un’altra cosa che si nota subito è che tra di loro parlano pochissimo, infatti anche salendo a bordo dei vagoni o la gente sta dormendo ( si addormentano in modo incredibilmente rapido anche stando in piedi e come orologi magici aprono gli occhi alla loro fermata e scendono!) oppure giocano con il loro I-Phone, (va per la maggiore quei giochi colorati tipo puzzle bubble o tetris!). Un altro particolare che allieta il sonno sono i sedili riscaldati che sono molto piacevoli anche per noi data la stagione invernale e che dopo qualche giorno ci aiutano ad integrarci meglio nella cultura dei giapponesi ed infatti anche noi per piccoli tratti un sonnellino profondo con la testa ciondolante ed abbandonata ai  movimenti del treno!

Parliamo anche dei giapponesi lavoratori; si sa che i jappo sono un popolo di gran lavoratori stakanovisti, ma sicuramente noi abbiamo notato sin dai primi giorni tante mansioni abbastanza superficiali ( per non dire inutili)… 1) il “segnalatore”: persona in divisa che appostata ai binari della metro con il suo classico rituale si avvicina al bordo dei binari e preannuncia l’arrivo e la ripartenza del treno, qualche parola accompagnata da dei precisi gesti e via. 2) il “ringraziatore”; persona o persone appostate all’uscita della metro che per ogni timbrata di ogni persona che esce dai “tornelli” dice grazie + altre dieci parole…arigato gozaimasu ecc ecc… 3) lo “stop umano”; persona sempre in divisa da parcheggiatore appostata all’uscita dei palazzi e grattacieli che appena esce una macchina anche da una stradina secondaria si sostituisce allo stop della segnaletica orizzontale stradale gestendo il traffico diciamo non troppo intenso essendo una normalissima uscita da un parcheggio…4)”l’uomo-cartellone”; persona che fa pubblicità in strada vestendosi o alzando cartelloni  per richiamare l’attenzione dei passanti e fare pubblicità al negozio/attività nei paraggi…. Ce ne sarebbero altre ma toglierei il gusto di scoprirle per chi ha intenzione di fare un viaggio in Giappone!

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Parliamo poi delle ragazze. Nello stereotipo ideale di ragazza giapponese si ha in mente la ragazzina teenager con la divisa e la gonnellina ed effettivamente se ne trovano in giro come essere in un cartone animato anche per il modo di fare e soprattutto di camminare. Tantissime, quasi tutte le ragazzine e non solo, camminano con le gambe storte con le ginocchia rivolte verso l’interno, qualcuno dice forse proprio per abitudine e per emulare le eroine dei manga in età giovanile! Le donne comunque sono spesso molto eleganti ed accattivanti con tacco, calze e minigonna ( molte mantengono il difetto della camminata storta) ma comunque tutte magre, longilinee e anche se la maggioranza diciamo non attira particolare attenzione, ce ne sono alcune davvero molto carine con i classici fini lineamenti da orientale!

IMG_4549A proposito di ragazzi Jappo per vivere un’esperienza più ravvicinata di cultura giapponese e conoscere qualche persona locale avevo cercato e mandato varie richieste con il Couchsurfing ed alla fine ci siamo trovati a condividere un pranzo in una classica “bettola” giapponese mangiando  il nostro primo vero ramen (squisito!) con  Take Tsuchi, un ragazzo di Tokyo! Lasciamo stare come abbiamo fatto ad  incontrarlo ed il meeting point…un’odissea! Anzi, è divertente…quindi raccontiamolo: il punto d’incontro deciso da lui è  il negozio LAWSON (mini-market tipo il 7Eleven) fuori dalla stazione di Ikebukuru. Noi immaginiamo sia di facile individuazione, ma subito scesi dalla metro ci accorgiamo di essere in una stazione gigantesca come una vera e propria città sotterranea…chiediamo indicazioni ma nessuno sembra sapere dove è il Lawson…ottimo. Usciamo dalla stazione troviamo un Lawson poco distante e chiediamo ad un commesso se sa dove è un LAWSON all’interno della stazione…ecco lui ci fa una strana smorfia e sembra non capire neppure il nome LAWSON (che è lo stesso per il quale lavora!!) Otteniamo poi un indicazione approssimativa che ci fa perdere del tutto e cosi troviamo rifugio in una elegante signorina all’interno di un grande negozio di abbigliamento all’interno della stazione. Parla incredibilmente un buon inglese e gli chiediamo se gentilmente può chiamare al telefono il nostro “amico” che dobbiamo incontrare spiegandogli dove siamo e se può raggiungerci ( i nostri telefoni non funzioniano e quindi ci pare una buona idea chiedere a lei cosi possono capirsi bene direttamente in giapponese!). Andiamo ad un telefono pubblico poco distante e introduciamo la ragazza al nostro “amico” Take dicendogli di chiarirsi con lei. Buono, parlano rapidamente per più di 5 minuti con evidenti cenni di intesa…riattacca…e quando gli chiediamo: “tutto OK?Vi siete capiti e ci raggiunge lui?”….silenzio… e poi “ I didn’t get it!…comeee??? 5 minuti al telefono e dopo non vi siete capiti per mettervi d’accordo??? Ma cosa si saranno detti???… richiamiamo ancora e lui gli spiega un nuovo meeting point fuori dalla stazione all’entrata di un teatro. Dopo un incredibile fatica e dopo più di un pensiero di bidonare il nostro appuntamento riusciamo finalemente a trovare ed a mangiare Ramen together!…mamma mia ma che fatica!!!

Sulla lingua inglese e sulla comunicazione ho già anticipato della loro difficoltà e quindi della ns difficoltà per capire e farci capire… loro sono comunque gentili e disponibilissimi (anche troppo) ed infatti se presi con il giusto spirito chiedere informazioni può essere una delle esperienze più divertenti da fare in Giappone! …provare e chiedere per credere…

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Welcome to Japan!

La classica abbuffata del pranzo di Natale si digerisce in volo, idem come lo scorso anno per il viaggio in Sri-Lanka. Eh si partenza natalizia da Malpensa dove pronti-via ecco subito all’imbarco i primi due intoppi: non trovo la fotocamera (nuova e mai usata) nel bagaglio a mano e ci sono problemi nell’emissione del boarding pass di Marco per la tratta Istanbul-Tokyo. Bene, si comincia bene. Con un po’ di souspence ci dicono che c’è un errore di sistema e che non riescono a stampare il biglietto e che dovremo chiedere una volta atterrati ad Istanbul (scalo del nostro volo della Turkish Airline). Cosi dopo 3 ore di volo in compagnia di un simpatico signore egiziano, una cena ed un film riusciamo, dopo un po’ di apprensione per aver fatto passare due/tre desk, ad ottenere il boarding pass per il volo Istanbul-Tokyo che parte puntuale alla mezzanotte circa. Aereo pienissimo di spagnoli e dove una signora giapponese crea il panico perché non trova il suo posto indicato sul biglietto e mobilita tutte le hostess e tutto il personale di volo. Si parte, seconda cena, un altro film e poi nanna… quando apro gli occhi guardo la mappa interattiva e scopro che stiamo già sorvolando la Corea del Sud… ottimo siamo vicini ormai al Japan, giusto il tempo per un’altra cena (la terza, senza nessun pranzo e colazione, in un breve lasso di tempo effettivo!). Superati i controlli e recuperati i bagagli (prima buona notizia: la fotocamera è nello zainone J! ) prendiamo subito il treno e poi la metro per raggiungere l’ostello nella zona di Shinjuku. Ecco il primo contatto con la popolazione giapponese; tanta gente, tanti con le mascherine, tutti simili, tutti con il telefono alla mano (rigorosamente I-Phone), tante vignette-fumetti per i messaggi di avviso oppure direttamente tanti uomini con cartelloni per la pubblicità.

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In ostello troviamo Jacopo (arrivato con un altro volo nel pomeriggio) e proviamo subito i Capsule Hotel, i caratteristici  e famosi “loculi” che  ci accoglieranno nelle notti di Tokyo. Di primo acchitto fanno un po’ effetto e abbastanza impressione, ma poi si rivelano spaziosi e confortevoli ed in più garantiscono la privacy che di solito viene meno negli ostelli con le grandi camerate condivise! Pecca dell’ostello sono le docce al pian terreno e l’assenza di scale, quindi dal 10° piano per scendere si va solo con l’ascensore e spesso solo andare a fare la doccia poteva diventare un’odissea!

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Primo giretto serale, freddino e pioviggina, ma dopo una breve camminata eccoci a Shinjuku dove dominano le luci al neon sui fianchi di palazzoni e grattacieli che si stagliano verso il cielo. Ci addentriamo in qualche viuzza, tanti locali “pink” con i classici “neri” agli angoli delle strade a fare da PR. Scegliamo un posticino molto giappo per mangiare qualcosa invogliati dalle rappresentazioni dei piatti in vetrina e per assaggiare qualcosa di locale (per me e Marco è la quarta cena!); appena si entra c’è un distributore automatico (uno dei tanti che incontreremo dato che il Giappone è il paese con più “macchinette” al mondo), si schiaccia il numero del piatto visto in vetrina, si paga e si ritira il ticket che si porta alla cassa dove iniziano a preparare il tuo piatto. Non benissimo la prima scelta, pensando fosse ramen (uno dei tradizionali piatti locali) io e Marco ordiniamo dei noodles che però ci vengono serviti freddi, scotti ed insipidi…(tecnicamente abbiamo ordinato soba e uton) Qualcosa migliora con un pochino di brodo caldo e un pochino di salsa di soia (qui la si mette dappertutto), comunque in definitiva non benissimo la prima esperienza culinaria in Giappone… ma sotto questo punto di vista ci rifaremo alla grande! Si rientra in ostello un po’ provati dal jet lag ma prima di coricarci nel “loculo” ci sta l’esordio della birra Asahi nella common room e si butta giù il piano di battaglia di visita per l’indomani…alla scoperta di Tokyo!

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Arigato gozaimasu Japan!!!

Arigato gozaimasu Japan!…non può iniziare con altra frase il racconto di questo viaggio in Japan.

Chiunque visiti il Giappone per un po’ di giorni sentirà la frase “arigato gozaimas” (significa molte grazie o grazie mille) intonata da qualsiasi giapponese che ti ringrazia per qualsiasi tua azione/richiesta e per qualsiasi tuo gesto. Una cantilena intonata che ti entrerà dentro e che sarai costretto a ripetere anche tu dopo qualche giorno!

Bello il Giappone,mi ha davvero sorpreso positivamente. Bei posti da visitare alternando città ultramoderne e città antiche con antichi splendori tutti da scoprire. Belle persone di estrema gentilezza, soprattutto persone curiose incontrate tutte da cercare di capire nei modi, da cercare di intendere nella lingua dato che la comunicazione spesso non è per niente facile; spesso chiedere informazioni ed arrangiarsi con l’orientamento è già un viaggio a sè! e soprattutto da capire nei pensieri (sarebbe infatti un bel viaggio poter entrare nella testa e vedere cosa pensa e come ragiona un giapponese). Tutto vero quello che si pensa dello stereotipo giapponese… si entra davvero in un mondo dei cartoni animati (i famosi manga) un popolo timido ma fiero ed orgoglioso al tempo stesso che crede e mostra entusiasmo per tutte le cose che fa!

Due settimane trascorse zaino in spalla tra Tokyo, monte Fuji, Oceano Pacifico, Kyoto, Hiroshima ed altre tappe qua e là tra santuari shintoisti, templi buddhisti, castelli, giardini zen ripercorrendo le vicende di imperatori, samurai, shogun e monaci che hanno costruito la storia di questo paese.

Ottimi i compagni di viaggio (Marco & Jacopo) con cui ho trascorso questi 14 giorni completamente immersi ed incuriositi da questa strana cultura che comunque è affascinante e personalmente ti coinvolge e ti sorprende sia in positivo che negativo.

A testimoniare questa avventura nei prossimi giorni immagini e parole racconteranno quello che è stato e quello che rimane di questo Natale/Capodanno in Giappone. Un gran bel viaggio da fare e da vivere!

Andrea San, Jacopo San, Marco San.

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let’s go to JAPAN!!!

Altro giro, altro regalo, altre storie da vivere e condividere. E’ il turno del Giappone. A quelli che mi chiedono perché il Giappone non ho una vera risposta, o forse la risposta migliore è sempre quella…perchè a me piace viaggiare e quindi appena ho la possibilità ne approffitto e prenoto un volo…la destinazione poi quella viene secondariamente… Questa volta appena ho saputo della chiusura natalizia dell’azienda ho fatto una delle cose che più mi piace fare con Skyscanner; scegli il periodo, scegli la città di partenza e come destinazione metti “OVUNQUE”…(ma che bello è??)…e cosi tra i risultati della ricerca tra i paesi diciamo “lontani” il volo più economico e fattibile per questo periodo è stato un volo della Turkish Airline Milano-Tokyo e quindi visto il prezzaccio (500€ A+R) tempo una settimana per valutare bene se il piano reggeva e poi…prenotazione effettuata! Parlando un po’ con altre persone ho trovato anche due nuovi ed insoliti compagni di viaggio che condivideranno con me questa nuova esperienza tutta da scoprire e che ormai continua sempre di più ad incuriosirmi.

Infine un’altra risposta alla prima domanda potrebbe essere che questo viaggio è diciamo un autoregalo per la conferma del lavoro ed il passaggio ad un contratto a tempo indeterminato, il che è motivo di soddisfazione a livello personale dato anche il periodo e la situazione generale ad oggigiorno.

Tra poco si parte e quindi ci si vede e ci si sente nel 2014…l’anno nuovo comincia in Estremo Oriente, là dove sorge il sole prima di tutti, là nel paese del Sol levante!

2013-11-19 22.07.10

bye bye SCANDINAVIA!!!

 A conclusione di questo viaggio non mi resta che dire bye bye Scandinavia e bye bye a tutte le persone incontrate in questi 23 giorni che hanno reso quest’avventura davvero fantastica!….a great trip….great people….thank you guys!!!

watch the video at the end of this page and take a look of all the pictures!

Interrail Scandinavia - SVEZIA.jpg

Per vedere le foto, vedi sotto i vari link agli album fotografici: 

 foto Norvegia step1:

https://www.facebook.com/andrea.razio.16/media_set?set=a.10151750660274811.1073741831.764649810&type=3

foto Norvegia step2:

https://www.facebook.com/andrea.razio.16/media_set?set=a.10151772263319811.1073741832.764649810&type=3

 foto Svezia:

https://www.facebook.com/andrea.razio.16/media_set?set=a.10151705239859811.1073741829.764649810&type=3

foto Danimarca:

https://www.facebook.com/andrea.razio.16/media_set?set=a.10151702350334811.1073741827.764649810&type=3

Infine lascio questo video con immagini e suoni che in pochi minuti provano a racchiudere questo grandissimo viaggio con tutte le persone conosciute e tutte le esperienze vissute……..bye bye Scandinavia!!!

http://www.youtube.com/watch?v=098q6KAkOj0

Ultimo ‘piccolo’ tratto Interrail: SVEZIA DA Nord A Sud, poi DANIMARCA ed infine ITALIA!!!

IMG_4036a.jpgTreno, treno e ancora treno per il mio ultimo tratto: Lulea-Goteborg-Copenhagen. Cioè farsi tutta la Svezia da Nord a Sud in carrozza. Dopo una notte trascorsa in treno ecco Goteborg, tappa necessaria e decisa giusto il giorno prima come ultimo stop svedese prima di giungere in Danimarca. La città non mi ha entusiasmato molto e secondo me non c’è nulla da vedere in particolare, però rimane una piccola grande città molto viva con tante persone e tanto movimento vicino al centro. Una nota positiva della città è sicuramente il parco Slottsskogen, vera anima della città, con tantissime persone che fanno ogni genere di attività (frisbeegolf, yoga, running, roller, biking e tanti sport strani…). Decido anchio di visitarlo facendo running e fermandomi a fare tappe qua e là specie nel bel zoo disposto su vari livelli e abbastanza grande per gli animali: simpatica una capra selvatica della zona e dei pavoni invece poco amichevoli …inoltre vedo per la prima volta la vera alce! E’ davvero grossa con le sue gigantesche corna che sembrano quasi finte e morbidose…insomma dopo tanto cercare durante il viaggio almeno una piccola soddisfazione anche se non realmente a livello selvatico come si sperava!

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Dopo un abbondante colazione a buffet in un tranquillo ostello vicino alla zona del parco si ritorna verso la stazione e dopo un paio di ore ecco Kobenhavn, o meglio Copenhagen cioè DANIMARCA!! Si attraversa il ponte di Oresund, vero gioiello dell’architettura moderna, che collega Svezia-Danimarca.

IMG_4210aa.jpgScelgo l’Ostello Downtown perchè sembra essere vicino alla stazione e comodo per gli spostamenti per il centro dato che non avrò moltissimo tempo. La scelta ripaga subito perchè mi trovo in un vero ostello, con tantissima gente, per lo più americani, e tante attività organizzate tutte con obiettivo di conoscere gente e socializzare, perfette per chi come me è in viaggio in solitaria. E cosi dopo un primo giretto esplorativo della via principale del centro e immancabile visita al negozio della LEGO (esco con il sorriso stampato in faccia e con almeno 10 anni di meno!) partecipo alla  free shared dinner  in ostello dove conosco un australiano, un americano, un inglese e una ragazza olandese! Il livello di inglese e le conversazione con questi puri anglofoni non è facile ma dopo dopo le prime due birre dell’ Happy Hour (prendi 2, paghi 1) la serata, accompagnata anche da Live Music, scorre bene ed è divertente scoprire tra una birra e l’altra tantissimi nuovi giochi di carte, tra cui “Asshole and President”!

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IMG_4270aaaaaa.jpgLa città di Copenhagen mi è piaciuta, ma la credevo più autentica e caratteristica…invece è una piccola grande metropoli già invasa dalla globalizzazione. Per visitarla consiglio sicuramente la bicicletta (il mezzo di trasporto + diffuso in tutta la Danimarca!)…è pazzesco quanta gente si sposti su due ruote e sono letteralmente dei pazzi per la velocità e per il n° di biciclette per le strade…per attraversare bisogna prima guardarsi dalla biciclette in arrivo e poi dalle auto!!…Purtroppo non riesco a noleggiarla e decido di partecipare al free walking tours per la visita di Copenaghen. É molta valida anche questa opzione soprattutto perchè trovo un bel gruppo e una brava ragazza danese Rikke che spiega molto bene e con molta passione la storia e le curiosità nei vari punti di interesse turistici della città!

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Dopo i tanti km a piedi del tour tra le zone principali, il molo “Nyhavn” (molto bello), palazzi reali e la  famosa sirenetta (niente di che…) un immancabile salto a CHRISTIANIA, la comunità “hippie” tollerata dal governo danese…una sorta di utopia ai limiti della realtà che a chi interessa consiglio di approfondire sul web per scoprirne la storia. Quando si esce da Christiania il cartellopne recita “you are now entering in the EU”….davvero un mondo a sè! ( http://it.wikipedia.org/wiki/Christiania )

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Ora non mi resta che bere l’ultima birra in ostello sciallato sulle poltrone nella zona “lounge” e poi di nuovo in stazione per l’ultimo viaggio per attraversare l’Europa Centrale ed arrivare a casa con le seguenti tappe: Copenhagen,Amsterdam,Basilea e Milano!  Questa volta night train non molto ‘comfortable’; scompartimento a 6 posti che condivido con una signora tedesca (lei ok) e uno strano signore svizzero che praticamente non mi fa dormire fino a Basilea tra suoi continui sospiri, rumori e movimenti notturni… L Attraversando la Svizzera incontro Lanin, giovane ragazzo del Gambia con cui condivido una colazione in stazione (carissimo Starbucks a Basilea!) e parte del viaggio…( lo aiuto a trovare il treno che da Milano lo condurrà a Bari dove sta andando a trovare dei parenti…mica male la tratta Copenhagen-Bari).

Dopo circa 20ore non mi resta che prendere l’ultimo treno regionale Milano-Brescia e chiudere cosi questa meravigliosa esperienza di viaggio all’avventura in solitaria con l’Interrail. Le conclusioni le ho già riportate all’inizio di questo racconto-diario (http://raz85.myblog.it/archive/2013/09/01/thank-you-scandinavia-5659274.html) e molte altre rimangono ovviamente dentro di me…rimane comunque un’ avventura fantastica per un viaggio indimenticabile. Thank you Scandinavia!!!

ESPLORANDO LA LAPPONIA…AL CONFINE NORD TRA NORVEGIA E SVEZIA (parte 2)

Dopo una delle migliori dormite del mio viaggio (ci voleva proprio!) la giornata riparte e scopro subito che la maledizione della fine della stagione estiva mi perseguita e l’idea originale di attraversare la Svezia da Nord a Sud con un treno turistico (Inlandsbanan) svanisce perchè oggi 26/08 è il primo giorno della stagione invernale anche x gli svedesi ed i treni sono tutti cancellati da questa data e ripartiranno solo con l’inizio della nuova stagione estiva, cioè Giugno.

IMG_3972.JPGCambio programma quindi e nella sfiga mi ritrovo con un’altra botta di culo: mi aggrego io questa volta a Matteo che aveva previsto una tappa a LULEA (cittadina sul mare della costa nord-est della Svezia). Il suo couchsurfer previsto gli da buca e cosi facciamo una richiesta last-minute che viene accolta da Emad (ragazzo iraniano, studente di mineralogia qui in Svezia!). Emad vive in uno “studentato”, stile campus universitario, e quindi oltre ad un tetto per dormire ed un salotto con due materassi per dormire trascorriamo una bellissima serata facendo nuove conoscenze durante una bellissima cena con belle conversazioni appunto con il nostro couchsurfer Emad + due ragazze cinesi + una ragazza spagnola + un altro ragazzo iraniano + un ragazzo francese…ovviamente per la cena ci pensiamo noi…e cosi carbonara sia!…x concludere la cena c’è una sorta di competizione tra il tè cinese ed il tè iraniano à vince l’Iran!

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Lulea è una cittadina strana, a primo impatto ci sembra un piccolo ritrovo per malati mentali, una sorta di manicomio dove hanno portato tutta la gente ‘strana’ della Svezia. Chiediamo info a personaggi particolari e non otteniamo grande successo…poi l’impatto migliora man mano che scopriamo la città e gente ‘normale’. Una situazione buffa si verifica sull’autobus: il biglietto si fa direttamente sul pullmann ma accettano solo carte di credito (qui usa anche per comprare una caramella da 1€). La mia non funziona e neanche quella di Matteo. Scendiamo alla macchinetta della stazione centrale ma accetta solo monetine ( noi arriviamo dalla Norvegia e non abbiamo ancora cambiato con le corone svedesi e quindi nete coin), quindi risaliamo sul pulmann e il gentile conducente ci dice…”ok ok sit down”. Lo studentato è però leggermente fuori dal centro e quindi dobbiamo sempre spostarci con il bus. La seconda volta ripetiamo la scena…la nostra carta di credito non funziona, no coin ed il conducente “ok ok sit down”…qusto piccolo teatrino si ripeterà 4-5 volte e ha funzionato sempre! J

IMG_3984.JPGColazione con caffè dalla moca (prima volta nel viaggio) e subito sul pullmann x andare a visitare la GAMMELSTAD ( uno degli autentici villaggi-chiesa della nazione, patrimonio Unesco). Praticamente sono i vecchi villaggi con file delle classiche casette rosse costruite in modo ordinato attorno alla chiesa centrale, infatti queste abitazioni erano di proprietari che risiedevano lontano dalla città nelle campagne e che utilizzavano come dormitori per esserci alle funzioni religiose della domenica. All’interno infatti di queste “casette” solo una stanza con angolo cottura con tavolo + letto e niente di più. Giornata è splendida, calda, pochissimi turisti che rendono la visita molto autentica grazie anche ad un signore anziano che ci spiega molt dettagliatamente tutta la storia. Molto bello anche il museo all’aperto dove è stato ricostruito un vecchio villaggio svedese del 1800.

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Ora non mi resta che salutare Matteo (grandissimo compagno di avventure in questi ultimi intensissimi 4 giorni), lui prosegurà il viaggio passando dalla Finlandia ed io proseguirò la discesa di tutta la Svezia con tappa a Goteborg prima di approdare in Danimarca!