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B come Belgio: Bruges&Bruxelles

Ho scelto la lettera B come titolo a questo post data la consonanza della nazione e delle città principalmente visitate, ma se ne facciamo un gioco di lettere questo post si potrebbe anche chiamare…”dalla A (Anversa) passando per la B(Bruges &Bruxelles) fino alla Z (Zedelgem)”.

Eh si una settimana dedicata al Belgio, prima 3 giorni per lavoro e poi weekend lungo per viaggio di piacere. Paese poco considerato fino ad ora personalmente, ma che per queste coincidenze ho imparato a conoscere e ad apprezzare informandomi su di esso, sulla sua storia, sulle sue diverse culture all’interno, le diverse lingue e le sue belle città da visitare.

Partendo in ordine cronologico si parte all’arrivo all’aeroporto di Charleroi, macchina a noleggio e via verso Zedelgem, paesino industriale a nord del paese vicino a Brugge, dove in programma c’è la visita ad uno stabilimento di CNH dove producono mietitrebbie gigantesche! (anche il n° dei dipendenti dello stabilimento è di dimensioni non proprio normali: 2300 persone!!!). Terminata la visita si passa all’altro stabilimento ad Anversa. E’ tardo pomeriggio ed abbiamo ultimato gli “obblighi lavorativi” e cosi decidiamo di fare un salto in centro e mangiare qualcosa prima di rientrare all’hotel in Charleroi. C’è traffico e dopo aver attraversato un ponte levatoio che collega il centro dalla zona portuale (davvero immensa) parcheggiamo nella prima viuzza libera. Notiamo un “urinatoio” pubblico nel bel mezzo della via e poi scopriamo poco più avanti ai due lati delle strade le vetrine con donne di facili costumi (chiamiamole cosi) in mostra come nella rinomata e vicina Amsterdam. Siamo finiti probabilmente nel quartiere rosso e qui sembra molto abituale come cosa e “legalizzata” dato che girando l’angolo si arriva in una piazza con bambini che giocano e scorrazzano tranquilli e la normale vita quotidiana. Arrivati nella piazza principale con le sue case dalla forma tipica dell’europa del nord ci facciamo un aperitivo con assaggio della birra belga (altra “B” di una certa importanza) e poi vicino alla bella cattedrale ci gustiamo per cena il piatto tipico del Belgio: moules frites (cozze e patatine fritte) accompagnate ovviamente da un’altra birretta belga. Rientro poi a Charleroi…ma sarà solo temporaneo…dopo 3 giorni ci si ritorna in dolce  compagnia di Alessandra per un altro viaggetto per scoprire questo paese.

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Eh si grazie ad volo molto low-cost della Ryanair eccoci di nuovo a Charleroi, usciti dall’aeroporto di fretta ci assicuriamo con ottimo tempismo il biglietto ar per il bus navetta per il centro città…alle 11 siamo già alla Gare du Midi di Bruxelles e da qui ancora con una perfetta coincidenza saliamo al volo sul treno per Bruges! E cosi a mezzogiorno usciamo dalla stazione dei treni e dopo una veloce sosta per uno spuntino al vicino Carrefour ci dirigiamo verso Jean Pierre e il suo orso bianco (simbolo del b&b). Il nostro simpatico e cordiale padrone del B&B accompagnato dal fratello ci accoglie con entusiasmo e ci consiglia alcune cose da fare/vedere della cittadina belga. Non è difficile orientarsi e girare per Bruges; è piccolina, visitabile tutta a piedi o meglio ancora in bicicletta dato che sembra davvero costruita a misura d’uomo con viuzze e piste ciclabili per tutta la città. Passando tra le vie con le classiche abitazioni in stile nord europa entriamo nel cuore di questa antica cittadina medievale sbucando direttamente nel Markt, la piazza principale, e alziamo gli occhi verso il Belfort, il campanile che domina tutta la città famoso anche per il film “In Bruges” dove smentiamo subito Colin Farrel come sosteneva in una sua celebre battuta: “ Bruges è un cesso!”. Saliamo percorrendo non senza difficoltà i 366 gradini “a doppio senso di marcia” per arrivare in cima e goderci di una favolosa vista della città e della bellissima piazza che dominiamo qui dall’alto nonostante un fortissimo vento. Dopo il Markt passiamo al Burg, altra bellissima piazza dove c’è l’antica fortezza e il municipio ed una bellissima basilica! Visto che qualcuno la chiama la “Venezia del Nord” non può certo mancare un giro tra i canali di Bruges! La città vista dai canali è fantastica, e cosi tra già centinaia di foto navighiamo in questa cittadina tra mattoni/pietre/legno e il verde della natura dove il tempo sembra si sia fermato e sembra davvero rivivere in un’atmosfera medievale.

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Passeggiando poi piacevolmente tra gli scorci dei vari ponti e le belle viuzze e arriviamo all’antico birrificio De Halve Maan dove guidati da un bravo e colto birraiolo belga impariamo e facciamo conoscenza nel dettaglio di tutto il processo produttivo e distributivo del birrificio ed a fine visita una bella e fresca degustazione! E’ quasi sera e prima di rientrare per un meritato riposo facciamo tappa anche ad uno dei più antichi “pub” del paese nascosto in una viuzza tra il Markt ed il Burg per gustarci una buonissima Westmalle Trappist.      

La mattina dopo il risveglio è molto piacevole per due motivi: il cielo è azzurro senza neanche una nuvola e ci aspetta una lovely breakfast preparata con cura da i due gentilissimi proprietari, forse anche troppo carini 😉 che ci deliziano con specialità della casa buone ed abbondanti. La giornata come detto è splendida ed allora perché non addentrarci di nuovo e goderci il centro di Bruges? perché no! Però questa volta in bicicletta, o più precisamente in tandem!!! Che spettacolo, il senso di libertà ed il piacere di girovagare senza metà in questo paesaggio è fantastico! Visto che il centro l’abbiamo visto e rivisto ci dirigiamo verso le mura esterne ed il “canal grande” che racchiude il centro storico e pedalando tra le tante persone sulle piste ciclabili e schivando i vari runners che fanno jogging arriviamo in “zona mulini” che, anche se non sono mai stato in Olanda, sembra di essere in una delle classiche immagini dei Paesi Bassi con i mulini a vento, il verde, il canale e la bicicletta!!!

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L’idea del nostro programma prevedeva anche tappa a Gand, ma dato la giornata ed il piacere del tandem ci godiamo ancora Bruges ed a metà pomeriggio ritorniamo in stazione e ci dirigiamo verso la seconda ed ultima tappa di questo weekend: la capitale Bruxelles.

Usciamo un pochino disorientati dalla gare du Midi data l’enorme differenza tra Bruges e Bruxelles; innanzitutto qui si parla molto di più il francese rispetto al nord delle Fiandre dove il fiammingo-olandese domina…questo nonostante geograficamente appartenga comunque alle fiandre e non alla Vallonia dove si parla comunenemente il francese. Qui nella capitale  la gente è tanta, il tutto molto più caotico come nelle grandi città, la metro, i taxi, i venditori ambulanti, i tanti cantieri per le strade e un tentativo di furto in diretta da gente poco raccomandabile nei confronti di due immuni turisti giapponesi L. Insomma l’impatto non è idilliaco ed anche il B&B ci fa un effetto strano, data la location nel quartiere africano ed in generale non il solito alberghetto che ci si aspetta all’arrivo nonostante la gentile ma poco preparata proprietaria! Giusto un attimo di riposo e poi di nuovo in giro per esplorare questa città e scoprire un lato speriamo migliore di essa. Si parte anche qui dal centro dalla sontuosa Grand Place che non tradisce le aspettative (è davvero bella e tenuta benissimo con i suoi palazzi dalle facciate elaborate e decoratissime). Ci spostiamo nelle viuzze adiacenti e dopo aver visto la cattedrale e percorso la galleria reale ci concediamo un aperitivo a suon di birra presso il vecchio bar “A la mort subite”…da provare! Dopo l’aperitivo si passa alla cena nella zona ristoranti ed allora anche qui si va di Moules Frites…niente male davvero!

Il giorno seguente prendiamo più confidenza con il B&B e con la città in generale anche se il tempo non è dei migliori…piove e fa freschino, ma non ci scoraggiamo e di cose da vedere ne abbiamo parecchie. Partiamo dal parco del Cinquentenaire, poi la zona UE con il Parlamento e la Commissione (sicuramente non bellissime da vedere, ma comunque importanti per il loro peso istituzionale-politco) e poi nei dintorni del centro senza poter mancare la visita al simbolo di Bruxelles: il Manneken Pis (la piccola statua-fontana di bronzo con il bambino che fa la pipi e che ha un museo personalizzato con tutti gli abiti per le varie celebrazioni ed eventi). Non si può poi non concludere in un salon du tè con una bella gaufre o meglio conosciuta come “waffle al cioccolato” dato che appunto oltre la birra il Belgio è celebre per il suo cioccolato e le sue botteghe.

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In conclusione anche Bruxelles si è rivelata una bella città da visitare nonostante un impatto non dei migliori, per la sua multiculturalità e per i suoi quartieri l’uno diverso dall’altro. Bruges è stata davvero stupenda per il suo fascino senza tempo e la sua atmosfera medievale.

Belgio, Bruxelles, Bruges e anche Birra….tutto veramente Bello!!!

ALLA SCOPERTA DELLE MARCHE!!!

In questo blog non avevo ancora raccontato nulla su destinazioni e piccoli viaggetti vissuti in Italia, fino ad adesso avevo scritto solamente su racconti di viaggi all’estero che attraggono per la diversità dei paesaggi, della cultura, della gente, delle tradizioni ecc…però credo che raccontare anche viaggi all’interno del nostro paese visitando di volta in volta le varie zone d’Italia sia molto interessante e spesso come mi è accaduto e mi sta accadendo ho trovato dei posti, storie, persone, luoghi davvero incantevoli degni di essere raccontati più nello specifico per le emozioni e riflessioni trasmesse.

 E cosi dopo un bellissimo weekend lungo trascorso a Settembre in Toscana, più specificamente in Val d’Orcia (purtroppo non ancora raccontato in questo blog, ma spero di poterlo fare presto) la prossima destinazione scelta sono la Marche (tecnicamente è un week-end scelto come regalo di compleanno per Alessandra).

Un viaggetto “on the road” che ci porterà in provincia di Ancona, più precisamente in una frazione di Arcevia tra le colline marchigiane e i suoi castelli e borghi medievali fino ad arrivare a due passi dal mare visitando le magnifiche Grotte di Frasassi e città d’arte come Urbino.

Ma partiamo con ordine…dopo circa 4 ore di macchina eccoci arrivare senza troppi problemi alla nostra casa per questi 3 giorni (Antico Borgo – country house) un agriturismo presso Castiglioni (frazione di Arcevia) davvero incantevole per struttura e location. L’edificio è tutto con pietre a vista che ricreano la vita di un piccolo borghetto medievale con stanze e viuzzole strette e su diversi livelli. Il paesaggio attorno poi è stupendo essendo isolato ed immerso nelle colline marchigiane che brillano per il loro verde acceso e per i pendii ripidissimi che formano “panettoni” morbidi da attraversare su e giù percorrendo questa bellissima zona in macchina o meglio ancora con una bella moto (per il momento ci si accontenta dell’auto!).

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Prima tappa obbligata alle celebri Grotte di Frasassi ad appena 20km dal “nostro” borgo. La struttura turistica è organizzata benissimo e cosi parcheggiato la macchina prendiamo il biglietto e il bus navetta che ci porta sotto alla Gola di Frasassi all’entrata delle grotte. Per la visita siamo fortunatamente un piccolo gruppetto (una quindicina di persone) e la nostra fortuna non finisce qui. Ci capita secondo me una guida che è davvero un gran personaggio! Il buon Maurizio è preparatissimo e allieta piacevolmente la visite delle Grotte con i suoi escursus, i nomi fantasiosi alle concrezioni ed alle formazioni rocciose e la chiarazza nelle spiegazioni (è precisissimo e a volte un po’ troppo in stile militare…”fila indiana e state sulla destra! Spostatevi e lasciate passare il gruppo sulla sinistra!Presto signori muovetevi, arrivano gli Unni!!”riferendosi alle scolaresche in arrivo ecc ecc). Forse finalmente grazie anche lui adesso ricorderò bene la distinzione di stalattite (dall’alto in basso) e stalagmite (dal basso in alto) eheh! Una cosa che ci ha colpito molto delle grotte è la percezione errata che si ha delle dimensioni e profondità…sbalorditivo. Nota negativa: non si possono fare nè foto né video…L anche se la tentazione era forte…ma forse è giusto cosi e comunque consiglio a tutti di andare a visitarle…sono bellissime ed è davvero interessante capire sia la loro formazione che la loro scoperta).  

Lasciate le grotte alle spalle facciamo tappa all’abbazia romanica di San Vittore delle Chiuse, tenuta molto bene e molto bella per la sua posizione nella vallata sotto la gola. Qui entriamo in un museo adiacente e conosciamo un altro alquanto “strano” personaggio: Gilberto, protettore del fossile di ittiosauro (una specie di pescione-lucertola di milioni di anni fa) che ci invita ad iscriversi al suo gruppo di “facebukke” amici di Marta (nome dato al fossile per la somiglianza con la gallina di Lupo Alberto appunto Marta….bah?!).

Dopo questa piacevole sosta lasciamo la macchina sul ciglio dellla strada e ci incamminiamo per un sentiero in salita che conduce al Tempio del Valadier e al santuario della Madonna di Frasassi. Dopo circa 700m di piacevole stradina ecco nella cavità della montagna sbucare l’imponente tempio a pianta ottagonale. L’interno lascia un po’ a desiderare ma l’esterno è davvero suggestivo come struttura incastonata nella roccia e con alle spalle una grotta da esplorare. Accanto ad esso anche un piccolo santuario costruito nella roccia…piccolo e molto carino…Alessandra lascia anche una graziosa frase sul “libro dei visitatori”…carinaa J

 

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E’ tardo pomeriggio e rientriamo già soddisfatti della giornata verso il borgo passando per Genga (paesino deserto praticamente senza abitanti). Ora è tempo di goderci il nostro bel posticino scelto su internet e cosi durante un aperitivo con due generosi bicchieri di vini locali (un bianco Verdicchio e un rosso Conero) conosciamo meglio il proprietario Fabrizio con la moglie Samira che hanno vissuto per un periodo all’estero in Belgio + tre bambini oltre ad un cane ed un paio di gatti (la sera un gattino si incastrerà in una condotta e serviranno i vigili del fuoco fino al giorno dopo per liberarlo). Per concludere la giornata non poteva mancare la cena tipica sempre consumata nel borgo che è anche ristorante e cosi ci abbuffiamo di crescia (una specie di piadina-pizza-focaccia calda da gustare con salumi e formaggi del posto) e di altri tanti svariati cibi locali.

Il sabato mattina la sveglia è puntata presto e dopo una splendida colazione all’aperto oggi è una magnifica giornata e decidiamo cosi di fare tappa mare…destinazione Riviera del Conero con il suo parco naturale. Dopo un’ora di macchina arriviamo subito a Sirolo, un paesino a strapiombo accanto al monte Conero (circa 600 m) e cosi giù in picchiata alla spiaggia Urbani che si rivela ancora meglio di quanto visto nelle foto. Acqua cristallina, spiaggia quasi deserta e alle spalle da contorno le bianche rocce calcaree del monte a picco sul mare blu. Il sole è molto caldo e picchia forte e cosi ci scappa anche il primo bagno stagionale al mare…che figata! Dopo aver mangiato in spiaggia ci spostiamo a Numana per andare in traghetto alla spiaggia delle due sorelle (la più famosa del Conero) ma non è ancora stagione e non ci sono traghetti (peccato…ma la useremo come scusa per ritornarci) e cosi ci scappa la pennichella in spiaggia che poi la sera ci costerà cara e si trasformerà in quasi ustione!!! Prima di andare via ultima tappa a Sirolo centro per un gelatino in terrazza vista spiaggia e parco naturale del Conero e alla ricerca di una farmacia per le mie vesciche ai piedi post-partita di squash del giorno precedente!

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Il ritorno in macchina nell’entroterra marchigiano è sempre piacevole con le stradine che attraversano paesini come Montecarotto, Serra dei Conti e Castiglioni su e giù per questi ripidi panettoni verdi e superando le collinette con i vari borghi medievali dove il tempo si è fermato e la gente del posto (principalmente anziani) sono sempre contenti e felici di vedere visitatori e non si trattengono a raccontare qualcosa della loro vita.

La sera siamo cotti (in tutti i sensi visto anche il colore della pelle) e cosi ci fermiamo ancora al ristorante del borgo (ah il gattino nel frattempo è stato liberato) in compagnia di un’altra coppia in viaggio in moto nello stesso agriturismo. La mattina dopo un’altra abbondante colazione all’aperto e alcune foto di questo bellissimo posto siamo pronti per salutare i gentili e cordiali proprietari e cosi cartina alla mano partiamo per strade interne per visitare brevemente qualche altro borgo della zona (Castiglioni ed Arcevia in particolare) e dopo circa un’oretta di stradine interne e qualche bivio errato arriviamo ad Urbino, ultima tappa del nostro weekend marchigiano on the road.

Patrimonio dell’Unesco non a caso direi…la cittadina universitaria  è piena di turisti ed infatti essa fu uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano sotto la signoria di Federico dei Montefeltro, nonchè casa natia di Raffaello Sanzio. Trovato un parcheggio tattico (tecnicamente in divieto…ma ci andrà bene!) ci incamminiamo nel centro storico che si estende più verticalmente che orizzontalmente ed infatti le salite e le scalinate sono diciamo…interessanti! Sbuchiamo nella piazza principale con il duomo (non eccezionale) e il palazzo ducale…davvero enorme…e cosi scendiamo di un livello per un caffè in un bar all’aperto fronte palazzo con la sua facciata più classica e le sue torri a dominarci!  

Ultimi scatti qua e là per le viuzze storiche e poi via di ritorno alla macchina…un gran bel weekend…una regione secondo me molto sottovalutata ma ricca di paesaggi e luoghi stupendi che ci porteremo dentro e che meritano di essere visti e vissuti!

…quindi un consiglio…fateci un bel weekend o anche di più se si può…alla scoperta delle Marche!

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…au revoir Morocco!!!

Dopo aver trascorso la notte ancora nella nostra “casa” di Marrakesh, si riparte per una “day-excursion” alle cascate di Ouzoud, circa 3 ore a nord di Marrakesh. Devo dire che questa volta la Lonely Planet le aveva un po’ sottovalutate e poco sponsorizzate invece sono davvero state una bellissima sorpresa e ci sono piaciute moltissimo!!! Durante il tragitto il nostro driver marocchino, questa volta insolitamente molto nero di pelle ed uguale al protagonista del “Ultimo Re di Scozia”, ci ha fatto attendere un po’ prima con una sosta per fare benzina (farla prima no???)…e poi con una sosta senza senso all’autolavaggio (il furgoncino era già in pessime condizioni e date le strade ed il tragitto di montagna si è sporcato dopo 10 metri usciti dal lavaggio…bah???…ancora ci penso…)

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Comunque…arrivati sul posto iniziamo a scendere lungo un sentierino attorniato da varie bancarelle e ristorantini che ti invitano a provare le loro specialità e piano piano si arriva ad un punto panoramico da cui si scorgono le cascate in lontananza…niente male e sono più grosse del previsto!..Scendiamo a capofitto lungo il sentiero per arrivare in fondo dove la caduta dell’acqua finisce nel piccolo torrente…sono davvero imponenti e anche tutto il paesaggio è davvero bello!!!…qualche, cioè tante, foto aiutati dal supporto dei “tre bulgari”, tre signori vecchiotti dell’est europa che sono fantastici…vestiti elegantemente tutti e tre sn secondo noi alle prime volte cn una la macchina fotografica e cosi sprecano scatti all’infinità con varie pose simultanee alternandosi in migliaia di foto e strane posizioni!!! Dopo una sosta in uno dei tanti ristorantini panoramici vista cascate proseguiamo con il sentiero e incrociamo anche alcune scimmie in libertà che ci scorrazzano al lato…poi proseguiamo verso l’alto e raggiungiamo la sommità della montagna dalla quale il piccolo torrente si trasforma di colpo nella grande cascata. Davvero suggestivo e assai pericoloso affrontare il sentierino a strapiombo di questa montagna di fango e roccia ed avvicinarsi su questi massi dove ti accorgi guardando in giù che un metro più in là non c’è sotto più niente!!…Davvero una bella gita per la bellezza di queste cascate e per la location ancora selvaggia e un po’ etnica!

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 La mattina dopo sveglia ancora presto e via con il bus locale verso ovest, verso l’Oceano Atlantico, verso Essaouria. Essaouria cittadina sul mare dal fascino mistico e piratesco oserei dire…l’oceano e le sue onde che si infrangono fragorosamente sulle mura che contengono la bianca medina e le sue strette viuzze protette dall’Unesco, la nebbiolina un po’ surreale che si percepisce ammirando gli scogli e le isolette al largo con sottofondo il verso delle migliaia dei gabbiani che si incrociano al porto o camminando tra i vari cannoni che giacciono ancora sui bastioni da cui si scattano le classiche foto da copertina della città…e poi ancora il rumoroso porto con l’asta del pesce per poi finire in relax sulla distesa ed ampia spiaggia per gustare un tajine o una pastilla di pesce. Tutto questo è Essaouria e non solo…una bel posto piccolino e ottimo da visitare in due giorni girovagando tra le botteghe di artigiani e le bancarelle del centro e poi prima di rientrare in riad, dato che la notte non è molto raccomandabile stare in giro visto un po’ la brutta gente che gira, essere fortunati come noi e godere di un favoloso sunset dalle mura della medina oppure dalla terrazza di uno dei tanti barettini-ristoranti con un’immancabile tè alla menta da gustare osservando l’oceano ed i suoi  colori fantastici al tramonto!Al rientro non abbiamo voglia di riaffrontare il casino di gente e la notte tra i vicoli bui della medina di Marrakesh e cosi ci affidiamo ad una elegante e squisita cena in riad preparata con cura dallo staff cordiale della Riad Eden.

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Bene, soddisfatti da tutto ed avendo visitato e vissuto tutto ciò e anche oltre quello che si voleva visitare non ci resta che rientrare a Marrakesh, ultimo giretto nei souk per un po’ di contrattazioni per lo shopping finale e quache regalo e poi ultima notte in riad…salutiamo Emmanuel e il suo cordiale staff e salutiamo questo meraviglioso paese. Una bella sorpresa il Marocco, cosi vicino a noi (solo 3 orette di aereo) e cosi diverso…a tratti ancora autentico ricco dei suoi colori, dei suoi odori, ricco di quel fascino arabo-orientale che lo contraddistingue (e che nella mia testa mi ha ricordato spesso e volentieri l’India). La splendida compagnia di questo viaggio…la varietà dei suoi paesaggi dal mare, alle montagne, al deserto, le città imperiali, i canyon, le cascate e le antiche fortezze da esplorare lo rendono appetibile per un altro viaggetto per scoprire e vivere nuove esperienze…quindi…au revoir MOROCCO…a presto!

…verso il deserto del Sahara…Insha’Allah!!!

Dopo aver assorbito i primi due giorni molto intensi di Marrakesh il lunedi mattina siamo pronti per un escursione di tre giorni che ci porterà ad esplorare il marocco centrale verso est oltrepassando il monte Atlante, attraverso gole di roccia stile canyon, per poi percorrere la via delle mille kasbah (le antiche fortezze arabe) fino ad arrivare a pochi km dall’Algeria là dove comincia il grande deserto del Sahara!!!

Decidiamo di affidarci ad una delle tante agenzie locali che organizzano varie escursioni e cosi zaino in spalla di mattino presto ci troviamo su un piccolo furgoncino in compagnia di due messicane, uno spagnolo, un’allegra famiglia sudcoreana con figlia di 8-9 anni a seguito, una coppia di NewYork anche se lui di origine venezuelana e un’altra coppia greco-olandese! Aggiungiamo poi il driver marocchino che sa fare il suo mestiere ed infatti si destreggia in maniera disinvolta tra stradine strette, curve e precipizi niente male per raggiungere il passo di montagna del Tizi Tichka (2000m circa) che mostra però panorami e vedute bellissime dell’imponenete Atlante da cui spuntano le cime innevate delle montagne che raggiungono i 4000 metri! (eh già per chi non lo sapesse qui c’è la seconda montagna più alta dell’Africa dopo il Kilimangiaro e ci sono anche alcuni impianti sciistici!!!)

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Prima minitappa è la kasbah di Ait Benhaddou (anche questa inserita nella lista Unesco) ed inoltre set cinematografico di alcune scene del Gladiatore e di Lawrence d’Arabia. Davvero bellissima in una posizione spettacolare; poggiata alle pendici di una montagna di roccia rossa, raggiungibile solo traversando un fiumiciattolo o cn un piccolo ponticello e alla base le verdi palme che creano un contrasto di colori davvero magnifico! È bello anche esplolare questa antica fortezza di fango disabitata o quasi, dato che ci sono solo alcune persone che provano a venderti vari oggetti, e salire poi verso l’alto tra viuzze strette per vedere tutto quanto da una bella prospettiva.

Dopodichè sosta cibo (squisito tajine di pollo con prugne e mandorle) nella cittadina di Ouarzazate, questa cittadina niente di speciale però…utile per la sua posizione geografica e famosa per essere la Hollywood del Marocco, infatti ribatezzata Ouallywood! Nel pomeriggio inoltrato raggiungiamo le valle delle gole del Dades; una stretta valle di montagna dominata da pareti rocciose che si illuminano al calar del sole e che spesso si presentano con strane formazioni che lasciano un po’ di stupore. Dopo varie soste con il furgoncino per le varie foto di rito nella risalita della valle raggiungiamo il nostro “hotel” per la notte. Il freddo si fa sentire e soprattutto l’umidità siccome l’hotel è proprio incastonato nella valle buia tra due pareti rocciose ed un fiume al lato. Tutti quanti infreddoliti ci ritroviamo a mangiare ad una bella tavolata e si socializza col gruppone; scopriamo il buonissimo italiano del venezuelano dato che ha il padre di Roma, conosciamo meglio la famigliola coreana e ascoltiamo le strane storie del greco-olandese  (si scopre che è un’esperto di fossili e minerali ed infatti ha un museo a Rodi sotto il suo ristorante, ed è in Marocco per consegnare una foto ad una sua amica che non vede e non sente da 20 anni o qualcosa del genere…).                

Atlante, deserto, Sahara, kasbah, ait benhaddou, merzouga, cammello, dades, todra, canyon, gole, dune di sabbiaDopo la cena e la prima colazione si riparte ancora infreddoliti per raggiungere le altre gole poco distanti…Todra Gorges. Prima di raggiungerle si fa tappa e visita con una guida locale berbera ad un palmeto ed annesse coltivazioni + visita ad una famiglia locale fabbricanti di tappeti che ci spiegano e ci avvicinano un po’ alla cultura berbera imparando anche qualche parolina…(conosciamo infatti anche quella che poi sarà la frase del viaggio: Insha’ Allah = se dio vuole). Procedendo in questa vallata ad un certo punto si scende dal furgoncino e ci si accorge di essere nel bel mezzo di un vero canyon con le alte pareti verticali di roccia ai lati e la stradina in fondo appoggiata solamente da un corso d’acqua. Qui ci sta una foto con salto anche se il risultato non è un granchè, comunque ci godiamo il momento ripercorrendo a ritroso un pezzo della stradina lungo il fiume ed infatti mi sento molto Indiana Jones con il mio cappellino avventuriero da esploratore e tutto attorno l’arancio-rosso del canyon!!!

Di nuovo sul fugoncino si riparte nel pomeriggio…questa volta l’obiettivo si chiama deserto del Sahara!!! Per raggiungerlo superiamo la zona pre-sahariana composta essenzialmente da una desertica distesa di rocce con la sola strada dritta dritta a spezzare questo paesaggio stile film made in USA con le stradine nel nulla che si perdono all’orizzonte. Finalmente si intravedono le dune là in lontananza, sembrano montagne rosse morbidissime, piano piano si avvicinano a noi e la voglia di tutto il gruppo di buttarsi all’interno è crescente ogni metro che passa. Cosi giù dal furgoncino e su in sella ai cammelli (tecnicamente dromedari) partiamo accompagnati da due berberi per la carovana nel deserto. La partenza purtroppo è un po’ ritardata a parer mio e cosi non riusciamo a goderci a pieno il sunset nel deserto, però il fascino del deserto è talmente forte che è davvero una ficata “cammellare” tra queste alte dune di sabbia arrossite dall’ultimo sole della giornata. Le due nostre guide berbere già si rendono simpatiche; uno tira il gruppone e l’altro prende tutte le macchine fotografiche una ad una e corre di qua e di là come un matto sulla sabbia per scattare queste immagini che saranno poi un bel ricordo per tutti! La cammellata è abbastanza lunga, anche troppo direi, circa un’ora e trenta per raggiungere l’accampamento, però durante il percorso è bello abbandonarsi e godersi il momento…chiudere gli occhi per un istante…e poi quando li riapri ti rendi conto di essere in Africa, nel nulla del deserto più famoso del mondo e stai cammellando in mezzo a queste grandi dune…bello eh???…è li che ti realizzi e ci sta una battuta presa dal film Marrakesh Express:….guarda dove ti ho portato ah??? Arriviamo che ormai è sera, scopriamo al buio con l’aiuto di pile elettriche il nostro accampamento composto dalle varie tende e da un lungo tavolino basso su cui ci beviamo il consueto te alla menta di benvenuto. Mentre le nostre guide preparano la cena siamo tutti quanti sdraiati vicino al tavolo ad ammirare il cielo a 360 gradi…è pazzesco…le stelle la fanno da padrone riempiendo ogni quadratino del cielo e vediamo in diretta anche un paio di stelle cadenti…uno spettacolo! Dopo la cena il berbero ci intrattiene a ritmo di bonghi mischiando il suo spagnolo-inglese-francese e anche arabo con vari aneddoti e barzellette del tipo…come faccio a mettere un cammello nel frigo in tre mosse? E successivamente…come faccio a mettere un elefante nel frigo in 4 mosse? (a voi la soluzione…o come diceva lui con il suo vocione…give up???) L’atmosfera generale è davvero speciale e poco dopo il berbero ci invita a fare un giretto di notte nel deserto sulla grande duna vicino,o cosi sembrava…eh già…si intravede l’ombra della duna e si inizia a salire sulla cresta ma è parecchio faticoso; si sprofonda come quando si è nella neve fresca, fa freddo e c’è un forte vento essendo esposti, la salita è abbastanza ripida e poi non si capiscono bene le misure e le proporzioni. Ad un tratto il berbero ci invita a guardare in lontananza un lieve bagliore dietro ad una duna…fissiamo quel punto e nel giro di 5 minuti vediamo il sorgere della luna che cresce velocissima dal nulla e spazza via piano piano le tantissime stelle con la sua luce propria. Mai visto una cosa cosi e dopo aver tirato il fiato giù “a biruloni” dalla grande duna (i genitori koreani perdono letteralmente la loro bambina koreana…non male perdere la loro figlia di notte nel deserto, però non si scompongono più di tanto e dopo una ventina di minuti riappare scendendo saltellante dalla duna). Adesso non ci resta che dormire un po’ e noi due intrepidi scegliamo di non entrare nelle tende ma di stare a dormire all’aperto nel nostro sacco-lenzuolo avvolti però da 5-6 coperte…intrepidi si, ma mica stupidi!!! L’indomani la sveglia è di mattino presto circa alle 5 e neanche il tempo di “raccapezzolarsi” un attimo che siamo di nuovo in sella ai dromedari per fare ritorno alla base. È ancora buio, fa freddo e quando la giornata inizia a schiarirsi facciamo una sosta per gustarci l’alba e cosi giu dal dromedario siamo liberi di scorrazzare su e giù tra le dune ancora immacolate e pettinate solo dal vento…

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Dopo la meritata colazione salutiamo il deserto e salutiamo anche la coppia newyorkese che prosegue per Fez e il greco-olandese che si fermerà altri due giorni nel deserto in cerca dei suoi amati fossili!!! bah??? Eccoci pronti per il tappone Merzouga-Marrakesh, circa 12 ore di macchina che comunque via bene senza essere eccessivamente pesanti forse perchè parecchio stanchi o forse perchè abbiamo ancora nella testa le tante belle immagini di questi splendidi 3 gg!!!               

…Marrakesh Express…

…ovviamente prima di partire non poteva mancare per la fase di “preparazione” la visione del film “Marrakesh express” (pellicola di Salvatores con Diego Abatantuono) e cosi belli carichi si parte per il nostro viaggio in Marocco, prima destinazione e futura base per i vari spostamenti nel paese: Marrakesh!

E cosi sbarcati all’aeroporto, cambiamo i primi dirham e salutiamo un ragazzo italiano di origine marocchina conosciuto sull’aerero che tornava a visitare i parenti nel paese natale. All’uscita si cerca il bus locale che porta nel centro della città ma essendo in ritardo ci accordiamo con un’altra coppia dell’est europa per condividere la prima corsa con un petit taxi! In Marocco essenzialmente ci sono due tipi di taxi, petit taxi e grand taxi; i primi come suggerisce il nome sono praticamente vecchie fiat uno, peugeot e altre piccole auto parecchio vecchie e parecchio sgangherate che trasportano fino a 3 persone, altrimenti ci sono quelli grand che sono le vecchie mercedes quelle lunghe adatte a più passeggeri ed a tratte più lunghe, ma che personalmente non ho provato.

Ci lasciano nella medina (la zona vecchia della città) nei pressi della piazza principale di Marrakesh, la famosa Djeema el Fna ed ora abbiamo una sola missione: trovare la nostra riad prenotata da casa in internet pre le prime due notti! Mappa della medina e Lonely Planet alla mano si cerca di orientarsi un attimo, di trovare qualche punto di riferimento, si chiede qualche indicazione ai passanti e persone del posto ma si capisce subito che si tratta di una mission impossible! Ci affidiamo allora ad un ragazzo del posto (di prima impressione non troppo affidabile a parer mio) che si “offre” di accompagnarci alla riad dicendo che sa dove è…inizia ad addentrarsi in vicolini stretti, sempre più stretti…destra, sinistra, ancora destra, di qua, no di là ecc…e alla fine non avendo capito nulla siamo davanti alla porta della riad. Ci si congeda dal ragazzo in modo non troppo pacifico per questioni economiche della rispettiva mancia e cosi ci si può finalmente rilassare un attimo nella nostra riad (la casa tipica araba con il patio interno). Da subito ci piace molto, è piccola con 4-5 stanze per i clienti ma sono tutte molto curate nei minimi partricolari con tantissimi oggetti di arredo e dove domina il colore rosso che trasmette un senso di calore e accoglienza. Esploriamo un attimo la riad partendo dal patio con i suoi comodi divani e pouf fino alla terrazza dove verrà servita la prima colazione e pure la nostra stanza, la Berbere room, è davvero carinissima!!!

Partiamo con la nostra visita della città cercando di raggiungere la piazza principale, ma il senso di disorientamento è ancora forte, il casino di gente è notevole e non mi trovo ancora bene a mio agio con l’impatto dei vari venditori che iniziano ad assalirti e per un mal di testa che mi accompagna in questa prima giornata; Alessandra al contrario sta meglio e subisce un primo tentativo di trattamento all’henné sulle mani non voluto! Senza sapere bene dove stiamo andando di preciso ci addentriamo nei famosi souk (mercati coperti) che si estendono a nord della piazza. Che spettacolo…stradine strette contornate da bancarelle una appiccicata all’altra piene zeppe di oggestica per tutti i gusti…un vero e proprio labirinto pieno di commercianti e venditori che ti invitano a dare un’occhiata alle loro botteghe e dove dominano i colori accesi delle stoffe, delle spezie, delle ceramiche e di tanto altro ancora… Noi siamo riconosciuti dai marocchini all’unanimità come “spagnoli” un po’ per la carnagione scura ed un po’ perchè qui è veramente pieno di spagnoli ed infatti ci sentiamo chiamare da tutte le parti (Hola, que tal?, amigo como estas….) e quindi giustamente si iniziano le prime contrattazioni…consiglio: offrire sempre almeno la metà, ma anche meno! Il tutto inizia ad essere divertente, l’atmosfera è gradevole ed è un piacere esplorare senza meta questo labirinto di mercati a tratti davvero sorprendenti! Ad un certo punto sbuchiamo in una piazza piccolina molto molto carina (che poi scopriremo che si tratta della “piazza delle spezie” o meglio place des epices) e ci concediamo il nostro primo te alla menta + patisserie maroccaine dalla terrazza di un bar su questa piccola piazza! Inizia a far sera, siamo abbastanza cotti dal viaggio e cosi rincasiamo senza però rinunciare alla prima prova della cucina marocchina in un ristorantino consigliato dalla Lonely…tajine di pollo e couscous di pollo…buonissimi!!! Rientrati in riad, dopo una partita a dama cinese (prima volta che giocavo e devo dire che è un gioco molto interessante e strategico!) conosciamo il gentilissimo e disponibile proprietario Emmanuel (un francese trapiantato qui in Marocco) con il quale iniziamo a colloquiare ed a farci suggerire alcune info per organizzare al meglio il nostro piano di viaggio della settimana!

La seconda giornata è dedicata alla visita della città. Incominciamo dalla medina e dai suoi vari palazzi e tombe, passando per il quartiere ebraico (la mellah)…belli ma niente di eccezzionale. Il primo pomeriggio lo trascorriamo nella parte nuova della città, la ville nouvelle, che non ciè piaciuta molto ad esclusione per i piacevolissimi giardini Majorelle (i giardini progettati da Yves Saint Laurent) dove ci ha colpito il colore blu acceso in contrasto con le migliaia di piante grasse e con le varie fontane. Per rientrare nel cuore della medina data la bella giornata di sole optiamo la via romantica del calesse trainato da due bei cavalli neri e guidato abilmente dal simpatico vecchietto Samir che mescola con grazia un po’ di spagnolo-italiano-francese ed inglese! Giù dal calesse ci immergiamo nell’atmosfera della mitica Djeema el Fna (patrimonio dell’Unesco), un vero teatro/luna park all’aperto con i suoi saltimbanchi, incantatori di serpenti, ammaestratori di scimmie, venditori delle varie bancarelle ambulanti (mitica la spremuta d’arancia di 4 dirham ed anche quelle che vendono il brodino di lumache) ed in generale da tutto uno stato d’animo assai arabeggiante ecc ecc…lo spettacolo arriva verso il tramonto e decidiamo di godercelo in prima fila da una delle terrazze dei tanti barettini accompagnati immancabilmente da un buon te alla menta. I suoni delle percussioni, il canto dei muezzin delle varie moschee sono inebrianti ed il sole calante alle spalle del minareto principale fanno da sfondo alla gente in fermento nella piazza ed ai primi fumi delle bancarelle “gastronomiche” che preparano le loro griglie per la cena rendendo tutto questo momento una delle immagini simbolo di Marrakesh che rimarranno dentro di noi.

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MOROCCO…another trip, another story.

 …eh si eccoci qua ancora pronto per un altro viaggio, un’altra storia da raccontare, un’esperienza da vivere e da condividere. La meta prescelta questo giro è il Marocco e cosi in dolce compagnia si va per la prima volta nel continente africano per un nuovo viaggio (e non semplicemente per una vacanza) sempre con la stessa filosofia e lo stesso stile…zaino in spalla, guida lonely planet e via verso Marrakesh…poi il resto si vedrà…    


“Il Marocco è un susseguirsi di porte che si spalancano a mano a mano che si avanza. E non si può avanzare se non visitandolo assiduamente, e conservando in sé il desiderio dello stupore, la curiosità di conoscere e di assimilare”.

(Tahar ben Jelloun)

 

 

PS: per ulteriori info sul Marocco date un’occhiata alla pagina di Wikipedia cliccando qui http://it.wikipedia.org/wiki/Marocco

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Adios VALENCIA!

10/04/11 ore 9.05: volo Ryanair Valencia-Bergamo. Siamo arrivati alla fine della mia esperienza spagnola, un’ esperienza sicuramente superpositiva che mi ha permesso di imparare una nuova lingua che non avevo mai parlato, di provare un’esperienza di lavoro all’estero, di conoscere una città splendida e vivibile, tantissime buone e belle persone e che mi ha permesso oltretutto di viaggiare un pochino alla scoperta dei posti e della cultura della Spagna…insomma un’altra bellissima esperienza di vita!

Facendo il solito bilancio finali di sensazioni, pensieri, e riflessioni di quello che è stato e di quello che ho vissuto diciamo che la valutazione finale è decisamente positiva per i motivi che già sopra ho detto. Della città in sé e per sé già ne avevo parlato un pochino nel primo post e alla fine posso solo confermare quello che già avevo accennato. Secondo me Valencia è proprio una città bella per poterci vivere (più che da visitare in mia opinione, anche se comunque la Valencia turistica ha molto da offrire) con i suoi efficienti spazi verdi (giardini, parchi, piste ciclabili, strade ampie) da sfruttare per tantissime attività all’aria aperta; con le sue attività culturali ed extra-culturali; con gli orari e il ritmo vita della cultura spagnola a cui è difficile non adattarsi con piacere; con un clima favoloso per tutto l’anno e soprattutto per la playa dove già adesso sembra di essere in piena estate!

Oltre a tutto questo il mio giudizio superpositivo è dovuto alle conoscenze avute e i legami che si sono creati con le persone conosciute in questi 4 abbondanti mesi…più di tutti le persone conosciute tramite il Couchsurfing (vedi post precedente) che adesso posso dire si siano trasformati in veri e propri amici con cui ho condiviso molto in questo periodo, senza tralasciare le “compañere di piso” con cui ho condiviso la casa e le uscite in questi mesi, i colleghi di lavoro e le altre varie conoscenze. Ovviamente è stata importante anche la presenza di persone (specialmente una) che non erano fisicamente qui in Spagna ma mi sono state sempre vicine e anche alle persone che ho ricevuto in visita a Valencia in questo periodo.

Detto questo, infatti nel momento dei saluti finali un po’ di tristezza è arrivata perché comunque il legame che si è creato era forte, ma credo che con alcuni di loro non sia comunque un addio, ma un arrivederci…anzi, alla prossima visita un posto da dormire (un vero e proprio couch) sono sicuro di poterlo trovare facilmente!

Gracias a todos…hasta luegoooo Valencia…a presto!!!!

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Spagna…on the road!

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L’opportunità di vivere a Valencia per un po’ mi ha dato anche l’opportunità di fare quello che adoro di più: viaggiare alla scoperta di posti nuovi. E così avendo una buona base geograficamente strategica non mi sono lasciato scappare la possibilità di visitare un po’ di Spagna. Oltretutto dall’aeroporto di Valencia con la compagnia Ryanair ci sono molti voli economici e offerte interessanti e così tenendo sotto controllo alcune destinazioni spagnole alla fine sono riuscito a visitare Siviglia, Madrid, Cordoba e Granada.

In generale sono rimasto affascinato dall’Andalucia…che ritengo adatta a visitare on the road, cioè visitando le città principali e spostandosi su strada perché merita già parte del viaggio il solo spostamento da un posto all’altro. I paesaggi sono bellissimi, pieni di ulivi, piante di aranci e sempre con un terreno ondulato e quindi è un piacere guidare e trascorrere un po’ di tempo su e giù per queste strade andaluse. In riferimento a questo io e le mie due “compañere de piso” abbiamo organizzato questo mini-trip andaluso “on the road” con prima tappa Cordoba, poi Granada e poi ritorno verso Valencia.

Le città andaluse si distinguono per la loro ancora visibile dominazione araba avvenuta prima della Reconquista cristiana e quindi assumono un po’ tutte quel tocco e quello stile orientale-arabeggiante che a me personalmente piace molto. Cordoba è una città piccolina sulle sponde del Rio Gualdalqvir visitabile comodamente tutta a piedi, caratterizzata da un dedalo di viuzze strette tra le case tutte dipinte di intonaco bianco con i profili color amarillo e i vari patios e piazzette contornate da piante di aranci. Anche avendo la mappa tra le mani alla fine ci si perde in queste strette vie, ma è un piacere perdersi e scoprire vicoletti o posticini nascosti soprattutto nella juderia ( il quartiere ebreo). Poi la sera ci si lascia trasportare dal clima locale e quindi via di tapas, prodotti locali e per concludere la serata spettacolo del vero Flamenco, dato che le sue origini sono proprio da queste parti!

Proxima parada: Granada. Città molto più grande e turistica di Cordoba, ma altrettanto interessante e bellissima da visitare con il rinomato e famoso palazzo dell’ Alhambra (incantevole!!!) alle cui spalle spuntano le cime innevate della Sierra Nevada. Anche qui bellissimo il quartiere arabo sempre ricco di viuzze che si snodano su&giù per la città sempre ricche di mercatini, delle mitiche teterias dove gustarsi un buon tè e altri posticini supercaratteristici in stile oriental!

Poi sfruttando sempre i voli economici Ryanair si va a Sevilla dove mi incontro direttamente in loco con alcuni degli amici di paese con cui condividiamo un appartamento per 3-4 giorni. Anche Siviglia mi è piaciuta moltissimo, chiusa al traffico nel suo centro storico e quindi piacevolmente visitabile tutta a piedi tra la Cattedrale, la Giralda, la Torre dell’Oro sulle sponde del Guadalqvir e ad anche qui l’immancabile quartiere arabo sfruttato per mangiare e soprattutto bere qualcosa all’aperto nei tanti barettini e locali! Anche la sera è abbastanza movimentata la città, un po’ colpa dei tanti localini (di tutti i tipi!) o forse anche degli eccessivi chupito di Legendario!

Ultima grande città visitata è la capital…Madrid…vista in dolce compagnia, ma che rimando a giudizio una prossima volta per qualche problemuccio avuto (furto!) e che quindi ha rovinato un pochino lo stato d’animo e la visita della capitale spagnola…L

Poi in programma c’era anche una tappa al nord della penisola iberica, specialmente nei paesi baschi, ma poi l’opportunità è sfumata e quindi anche qui rimando ad una prossima volta. Comunque città e cultura spagnole viste e vissute e quindi pienamente soddisfatto dei viaggetti interni di questo periodo sfruttando la base strategica e funzionale di Valencia e sempre con l’occhio e clic pronto per prenotare qualche buona offerta e occasione di viaggio!