Welcome to Japan!

La classica abbuffata del pranzo di Natale si digerisce in volo, idem come lo scorso anno per il viaggio in Sri-Lanka. Eh si partenza natalizia da Malpensa dove pronti-via ecco subito all’imbarco i primi due intoppi: non trovo la fotocamera (nuova e mai usata) nel bagaglio a mano e ci sono problemi nell’emissione del boarding pass di Marco per la tratta Istanbul-Tokyo. Bene, si comincia bene. Con un po’ di souspence ci dicono che c’è un errore di sistema e che non riescono a stampare il biglietto e che dovremo chiedere una volta atterrati ad Istanbul (scalo del nostro volo della Turkish Airline). Cosi dopo 3 ore di volo in compagnia di un simpatico signore egiziano, una cena ed un film riusciamo, dopo un po’ di apprensione per aver fatto passare due/tre desk, ad ottenere il boarding pass per il volo Istanbul-Tokyo che parte puntuale alla mezzanotte circa. Aereo pienissimo di spagnoli e dove una signora giapponese crea il panico perché non trova il suo posto indicato sul biglietto e mobilita tutte le hostess e tutto il personale di volo. Si parte, seconda cena, un altro film e poi nanna… quando apro gli occhi guardo la mappa interattiva e scopro che stiamo già sorvolando la Corea del Sud… ottimo siamo vicini ormai al Japan, giusto il tempo per un’altra cena (la terza, senza nessun pranzo e colazione, in un breve lasso di tempo effettivo!). Superati i controlli e recuperati i bagagli (prima buona notizia: la fotocamera è nello zainone J! ) prendiamo subito il treno e poi la metro per raggiungere l’ostello nella zona di Shinjuku. Ecco il primo contatto con la popolazione giapponese; tanta gente, tanti con le mascherine, tutti simili, tutti con il telefono alla mano (rigorosamente I-Phone), tante vignette-fumetti per i messaggi di avviso oppure direttamente tanti uomini con cartelloni per la pubblicità.

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In ostello troviamo Jacopo (arrivato con un altro volo nel pomeriggio) e proviamo subito i Capsule Hotel, i caratteristici  e famosi “loculi” che  ci accoglieranno nelle notti di Tokyo. Di primo acchitto fanno un po’ effetto e abbastanza impressione, ma poi si rivelano spaziosi e confortevoli ed in più garantiscono la privacy che di solito viene meno negli ostelli con le grandi camerate condivise! Pecca dell’ostello sono le docce al pian terreno e l’assenza di scale, quindi dal 10° piano per scendere si va solo con l’ascensore e spesso solo andare a fare la doccia poteva diventare un’odissea!

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Primo giretto serale, freddino e pioviggina, ma dopo una breve camminata eccoci a Shinjuku dove dominano le luci al neon sui fianchi di palazzoni e grattacieli che si stagliano verso il cielo. Ci addentriamo in qualche viuzza, tanti locali “pink” con i classici “neri” agli angoli delle strade a fare da PR. Scegliamo un posticino molto giappo per mangiare qualcosa invogliati dalle rappresentazioni dei piatti in vetrina e per assaggiare qualcosa di locale (per me e Marco è la quarta cena!); appena si entra c’è un distributore automatico (uno dei tanti che incontreremo dato che il Giappone è il paese con più “macchinette” al mondo), si schiaccia il numero del piatto visto in vetrina, si paga e si ritira il ticket che si porta alla cassa dove iniziano a preparare il tuo piatto. Non benissimo la prima scelta, pensando fosse ramen (uno dei tradizionali piatti locali) io e Marco ordiniamo dei noodles che però ci vengono serviti freddi, scotti ed insipidi…(tecnicamente abbiamo ordinato soba e uton) Qualcosa migliora con un pochino di brodo caldo e un pochino di salsa di soia (qui la si mette dappertutto), comunque in definitiva non benissimo la prima esperienza culinaria in Giappone… ma sotto questo punto di vista ci rifaremo alla grande! Si rientra in ostello un po’ provati dal jet lag ma prima di coricarci nel “loculo” ci sta l’esordio della birra Asahi nella common room e si butta giù il piano di battaglia di visita per l’indomani…alla scoperta di Tokyo!

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Welcome to Japan!ultima modifica: 2014-02-01T10:09:23+01:00da raz85
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