CORSICA adventure – step 1: il selvaggio Nord dell’isola!

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Era da parecchio tempo che personalmente mi sarebbe piaciuto molto andare in vacanza, o meglio come piace definire a me, fare un viaggio in Corsica. Alle spalle avevo l’esperienza dei miei genitori (andati 2-3 anni), del fratello e dei tanti racconti di viaggio letti qua e là sul web ed infatti praticamente già la conoscevo pur non essendoci mai stato di persona. Quest’anno era l’occasione buona…3 settimane di ferie per la chiusura aziendale, voglia di mare, avventura, voglia di scoprire esplorando un’isola che, a quanto speravo, era bella da girare tra mare e montagna, dalla varietà di paesaggi, dagli spendidi panorami e dalle incantevoli spiagge.

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E così con Alessandra come fedelissima compagna di viaggio pronta a tutto e pronta ad adattarsi a questo tipo di viaggio si fa presto e si prenota il traghetto Bastia-Livorno A/R e stop il gioco è  fatto. Il resto è solo questione di spirito di avventura e un po’ di organizzazione prima e durante il viaggio: la formula vincente per questo viaggio è traghettare la macchina e poi on the road, tenda (nuova di zecca e di ultima generazione Quechua della Decathlon), pronti alla vita da camping  spostandoci molto per un viaggio itinerante da nord a sud lungo la costa ovest della Corsica per compiere il giro completo dell’isola. Sfogliato vari racconti di viaggio, consultata l’immancabile Lonely Planet e con una mappa gigantesca delle strade e delle città stabiliamo un itinerario di massima per coprire le due settimane abbondanti che ci aspettano a zonzo per l’isola corsa che non vuole essere né francese né italiana e vorrebbe avere la propria identità con il suo strano linguaggio simile al sardo pieno di U e A davanti ad ogni nome.

La partenza è abbastanza soft e dato il traghetto alle 8 di mattina decidiamo di muoverci di anticipo e  concederci una giornata tranquilla per fare un giretto a Pisa più notte di appoggio a Livorno in zona porto per essere vicini all’imbarco il giorno seguente. Bhè Pisa che avevo già visitato in gita alle scuole medie conserva la bellezza di piazza dei Miracoli e poco altro a dire la verità. Dopo la prima, e non sarà di certo l’ultima,  spesa al supermarket e nonostante il tempo un po’ grigio facciamo un buon pic-nic nel prato della piazza dove osserviamo l’incredibile numero di turisti, in maggior parte i mitici giapponesi che si dilettano nella classica stupida foto da turista alla base della Torre pendente (giusto per essere in tema anche noi un paio delle classiche foto ce le concediamo anche se non con troppo entusiasmo però 😉 .

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Superata Pisa ci dirigiamo verso Livorno e l’arrivo in orario serale in questa classica città di porto è abbastanza caotico: tanto traffico, tantissimi lavori in corso e migliaia di sensi unici per cercare dei parcheggi. Dopo un breve giretto per le vie del centro raggiungiamo il nostro spartano B&B aspettando la padrona di casa che doveva aprire la casa di un modesto condominio non dal bellissimo aspetto. Dentro però non è male e per una notte di appoggio la posizione è assai strategica anche per fare un giretto serale nel quartiere “Venezia” potenzialmente carino ma che però troviamo tutto chiuso con molti edifici trasandati lasciati al caso e cosi rimediamo con una cenetta di pesce sul porto in zona della vecchia fortezza. Mangiati si va a dormire. Domani ci si imbarca. Destinazione Corsica.

Sveglia molto presto…insolita colazione self-service in corridoio del b&b e dritti all’imbarco. Le pratiche sono abbastanza veloci e la mia Opel Corsa si incastra nella stiva come un rettangolino di tetrix componendo un ammasso di veicoli uno appiccicato all’altro (non pensavo un casino del genere dove il caldo e la sensazione di soffocamento è altissima). Saliamo sul traghetto ma i posti migliori sono già stati presi e quindi durante tutto il viaggio soffriamo o il troppo vento esterno o l’elevata aria condizionata all’interno! Dopo quattro ore eccoci a Bastia e superato l’imbottigliamento per recuperare la macchina (non consigliato ai claustrofobici) aprono i portelloni e schizziamo via diretti immediatamente verso S.Florent per la ricerca del camping. La strada supera Bastia iniziando ad inerpicarsi curvando a dx e sx regalando vedute niente male fino a scollinare e vedere l’altra sponda del dito…ecco S.Florent! Giù seguendo la strada e troviamo il primo camping appena prima della cittadina. Il camping d’Olzo gestito da italiani non è molto grande e prima sembra tutto pieno, poi una coppia sta andando via, si libera un posto e quindi presa visione della piazzola rimanente la accettiamo e possiamo cosi piantare la nostra mitica nuova tenda e scoprire qui per le prime tre notti la vita da camping!

IMG_1094.JPGPiantati i picchetti dopo qualche piccola indecisione sul come montare la tenda, ci spostiamo subito nel paesino di S.Florent. E’ ora di pranzo inoltrata e quindi decidiamo di fare un po’ di spesa al supermercato (in Corsica troveremo o lo Spar o il mitico Geant Casino e qualche Carrefour nelle città grandi), poi ci dirigiamo verso la spiaggia li vicino (niente di eccezionale) e consumiamo il primo dei tanti pic-nic pomeridiani che ci accompagneranno. Il primo sole e il caldo si fanno sentire e cosi decidiamo di fare un giro nel centro per provare la Pietra (la birra corsa di castagne…davvero buona). Rientriamo cosi in serata al camping dove esploriamo i vari servizi offerti e ne approfittiamo visto la cucina italiana di una buona, e abbastanza cara, pizza del camping per conciliare la prima notte in tenda.

Il giorno seguente abbiamo in programma il giro in senso orario del “dito” della Corsica per arrivare sino a Cap Corse passando dalla costa ovest alla est e ritornare poi a S.Florent. Sveglia presto e alle 8 siamo già in strada per raggiungere la nostra prima tappa: Nonza. E’ un paesino arroccato su un colle dove domina una vecchia torre genovese (anche queste saranno una classica immagine della Corsica data la forte presenza genovese nei secoli precedenti) e dalla quale si gode un superbo panorama della spiaggia nera. I contrasti di colore dall’alto sono nettissimi e si passa dall’azzuro del cielo, il blu profondo del mare con le sfumature turchesi, il bianco delle onde e il nero dei sassolini sulla spiaggia alternati con sassi bianchi che formano parole e simboli sullo sfondo nero. Dopo la colazione nell’unico bar autentico del paesino pieno di vecchietti francesi scendiamo verso la spiaggia che a quest’ora è deserta e quindi la rende un posto molto mistico con un’atmosfera insolita. I sassolini neri che vedevamo dall’alto sono in realtà un po’ neri e un po’ verdoni scuri se bagnati dall’acqua e grigio scuri quelli appena distanti dalla riva. La corrente qui è abbastanza forte e quindi dopo aver formato alcune figure e scritte con i sassolini bianchi riprendiamo la macchina e ci dirigiamo ancora a nord verso Centuri. La strada in questo tratto è stretta, pericolosa vista la guida da imbecilli dei corsi, spesso la strada è senza parapetto, poco tenuta, con lavori in corso che alternano sterrato e asfalto ma totalmente spettacolare ed infatti regala panorami favolosi inerpicandosi su e giù tra mille curve per la montagna che qui si alza a poca distanza dal mare e regala cosi viste sui vari golfi e calette davvero belle! Arrivati a Centuri, paesino di pescatori con il suo carino porticciolo, ci concediamo il pranzo all’ombra dei pochi alberelli e arbusti dietro una spiaggetta e poi un breve bagno rinfrescante prima di riprendere il tour. Tappa successiva a Barcaggio, il paese più a nord della Corsica, dove anche qui per raggiungerlo si deve affrontare una stradina niente male. Siamo cosi a Cape Corse e ci concediamo un caffè nel tranquillo porticciolo prima di affrontare la costa est del dito. La costa est del dito è abbastanza deludente invece, o forse ci siamo abituati alla precedente che era molto selvaggia ed avventurosa e questa che è invece abbastanza dritta e piatta non ci entusiasma troppo e quindi passiamo velocemente Macinaggio, facciamo una sosta con bagno a Marina di PietraCorbara e poi infine un passaggio veloce ad Erbalunga prima di ripassare da Bastia (sosta al grande e ben fornito supermercato Casino visto che dobbiamo fare provviste per l’indomani dato che sarà una giornata lunga nel Desert des Agriates tra la plage du Lodu e plage du Saleccia).

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Il primo giorno a S.Florent ci eravamo informati sull’escursioni in mare che portavano a Lodu e Saleccia (le spiagge + belle della zona) e cosi avevamo preso la prima barca del mattino alle 8 e l’ultima della sera alle 20 per la spiaggia di Lodu spolverando per avere informazioni il mio “bellissimo” francese (anche se in realtà qui di italiani ce ne sono parecchi e si parla tranquillamente italiano) ma trovo più giusto e più avvincente cercare di farsi comprendere e sforzarsi a parlare la lingua locale per immedesimarsi meglio nella cultura del paese ospitante, per cercare di ottenere qualcosa senza avere “la pappa pronta” e diciamo in generale e per essere meno un banale “turista”. 

Arriviamo all’imbarco anche con un nuovo acquisto che si renderà utile nei prossimi giorni: l’ombrellone! Dato che la maggior parte delle spiagge della Corsica sono selvagge, brulle, senza servizi e spesso con poca ombra (anche se cercandola ed esplorando bene le zone un pochino l’abbiamo sempre trovata!). Sbarcati a Lodu e visto che il sole e il caldo sono ancora deboli optiamo immediatamente per il sentiero che taglia all’interno del Desert des Agriates (non un vero deserto, ma una zona arida, piena di collinette di piccoli arbusti e senza alcun tipo di costruzione umana) e in un’ora circa di passeggiata ci porta dietro la spiaggia della Saleccia. L’acqua è azzura, cristallina e la spiaggia è bianca, lunga con una morbidissima sabbia. Troviamo un gruppo di cavalli che si rinfrescano nel mare dopo una passeggiata e poche persone, cosi possiamo scegliere strategicamente la nostra base alle spalle dei pini e degli arbusti per mantenere all’ombra i nostri viveri per la giornata. Dopo la camminata ci meritiamo il primo vero bagno in quest’acqua stupenda pulitissima e limpida come una piscina e un po’ di tintarella al sole. Per il pranzo al sacco ci fanno compagnia numerose api che mi diletto ad ammazzare con libro e infradito! (Un consiglio per fare un pic-nic: non prendete i salumi!!! E’ incredibile ma nell’aprire la busta dei salumi abbiamo sempre avuto compagnia di vespe e api che ci hanno spesso infastidito durante i pic-nic all’aperto). In tarda mattinata e pomeriggio numerose barche di gite organizzate portano a ondate turisti che riempiono la spiaggia rovinando un po’ la bella atmosfera che avevamo trovato di prima mattinata e cosi nel tardo pomeriggio ci spostiamo facendo sosta al bar nella pineta dietro la spiaggia. L’intenzione era quella di ripercorrere il sentiero e tornare a Lodu a piedi, ma dato il caldo e il sole ancora abbastanza alto (il tramonto è sempre stato tra le 20 e le 20.30 circa) scegliamo l’opzione abbastanza cara ma caratteristica del calesse! Direi che è stata un’ottima scelta visto che a guidare la carrozza dei cavalli c’è una giovane ragazza très jolie! Poi visto che la carrozza è già piena, “sfiga” vuole che mi debba sedere proprio in prima fila accanto alla giovane conducente che striglia i due cavalli…allez Requita, allez Lebron!!! J

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Ultima oretta in attesa della barca la passiamo alla spiaggia di Lodu e cosi ci godiamo pure il primo tramonto al ritorno in traghetto. Sporchi e stanchi facciamo un giretto serale di St.Florent che è un paesino piccolino e caratteristico con tantissimi bar/ristoranti vista mare dove in uno di questi ci rifocilliamo con un hamburger e del fritto misto facendo anche un po’ di lezioni di francese con la cameriera (chi l’aveva detto che i corsi sono antipatici e scazzati???). 

Rientro al camping serale, doccia in extremis dato gli orari da seguire e poi pronti per domani mattina a smontare il nostro accampamento…ci si sposta verso sud-ovest…il viaggio continua.   


CORSICA adventure – step 1: il selvaggio Nord dell’isola!ultima modifica: 2012-09-01T14:54:00+02:00da raz85
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Commento (1)

  1. Traghetti Corsica

    Bel resoconto di viaggio! mettici più foto 🙂

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