“It’s easy to say welcome, but it’s difficult to say goodbye”…UGANDA!!

IMG-20220715-WA0072Africa, again and again…

…dopo la Namibia ed il Mozambico dell’anno precedente, quest’anno si ritorna in Africa con destinazione Uganda. Un paese completamente diverso, affascinante che un pezzettino di cuore l’ha conquistato sin da subito con il nostro arrivo e che invece è difficile da lasciare e da salutare come sottolinea la frase iniziale che abbiamo imparato in uno dei canti e dei tanti balli locali. Questo popolo sempre sorridente, colorato e danzante ci ha regalato tanti momenti indimenticabili e per noi è stato e rimarrà uno strepitoso viaggio ed un’esperienza meravigliosa.

La gente cammina tanto qui. Cammina ovunque. Per le strade è un continuo via vai per spostarsi da un villaggio all’altro. Per andare alla Chiesa più vicina, alla Scuola che è situata a qualche chilometro più in là, si pedala e si spingono biciclette come carretti stracolmi di caschi di banane, si riempiono taniche gialle di plastica al pozzo o semplicemente si trasportano altre cose come frutta e verdure o sacchi enormi che vengono comprati e venduti nei piccoli mercati locali. È la realtà che si vede dal finestrino osservando la vita che scorre qui. E’ la campagna rurale fatta di villaggi primordiali spesso senza elettricità, senza acqua e con poco altro. Sfrecciano dappertutto i boda-boda ( i moto-taxi che accompagnano anche tre-quattro persone alla volta ).. oltre a motorini e biciclette guidati e spinti dagli uomini, tante donne con tessuti coloratissimi che sulla testa come perfette equilibriste trasportano sacchi enormi e pesanti di cereali, carbone, foglie di thè o qualsiasi altra cosa..poi ci sono ovviamente i tanti, tantissimi bambini. I nostri preferiti. I loro “hellooo” con tanto di manina che si agita per salutare il passaggio di noi turisti sulle grosse jeep sono un classico senza tempo sempre bello e che crea emozioni contrastanti che spaziano dalla loro felicità che riescono a trasmettere e arrivano fino alla tristezza quando ci si rende conto di alcune condizioni reali della loro vita qui e la povertà che prende il sopravvento…sono davvero tanti gli ugandesi, circa 46milioni di persone dicono le stime. Poi c’è un altro dato che fa strabuzzare un po’ gli occhi: la popolazione ugandese è la più giovane al mondo ed infatti più della metà dei suoi cittadini hanno meno di 18 anni e l’età media della popolazione è di appena 15 anni circa…e fa abbastanza impressione pensare a noi italiani che abbiamo un’età media di circa 42anni.

Oltre ai dati ed ai numeri, mi piace parlare e raccontare invece dei ‘colori’ visti e vissuti qui. Partiamo da una cosa che mi piace sempre osservare e memorizzare: la bandiera. Simbolo di ogni Stato che racchiude e racconta già qualcosa di intrinseco del Paese e che con il suo Stemma ne rappresenta l’emblema. Esteticamente la bandiera ugandese mi è sempre piaciuta un sacco, sono onesto. Per me è oggettivamente bella con quel nero, giallo e rosso a strisce orizzontali. Il nero rappresenta il popolo africano, il giallo rappresenta i raggi del sole, il rosso rappresenta la fratellanza fra tutti gli uomini. Poi c’è nel mezzo su sfondo bianco una gru coronata, animale presente nel paese e noto per il suo carattere mite. Agli animali ci arriveremo poi nel racconto, mentre vorrei tornare a guardare i colori che sono stati presenti in questo nostro viaggio. Nero: ovviamente il colore della pelle del popolo ugandese, ma anche il carbone che viene venduto sulle strade, i campi bruciati dei parchi nazionali e poi il nero degli animali più attrattivi di questo paese; i mitici Gorilla di Montagna e anche degli Scimpanzè. Rosso: la terra rossa delle strade impolverate che attraversano i parchi nazionali oppure la coda delle scimmie, le mitiche Monkey Red Tail. Giallo: la Savana, l’infinita ed affascinante savana dei parchi del nord del Paese che infatti si mimetizza spesso con i grandi felini di cui si va a “caccia” nei Safari, il Leone ed il Leopardo. Verde: forse il colore predominante di questo paese incredibilmente ricco di vegetazione e ricoperto di verdi foreste ricolme poi soprattutto e dappertutto di Banani ed altre piante tropicali, come Mango, Caffè, Ananas e tante altre coltivazioni di frutta e verdura. Blu: il colore dell’acqua che scorre nei tanti laghi, fiumi e cascate presenti nel Paese. Bianco: chiudiamo la rassegna dei colori con il colore neutro per eccellenza, quello però che risalta per esempio nel sorriso delle tante persone e quindi quei denti bianchi che emergono dalle risa dei bambini incontrati durante il nostro viaggio.

Oltre alle persone, indelebili rimangono le immagini dei paesaggi attraversati in questi quindi giorni. Savane, Foreste Pluviali impenetrabili, Giungla con un sottobosco fitto fitto, Piantagioni di ogni tipo everywhere sui ripidi pendii di queste montagne e colline intervallate dai tanti laghi: lake Victoria, lake Eduard, lake Alberto, lake George giusto per citarne qualcuno…oltre a menzionare il passaggio e le sorgenti del grande fiume Nilo. Oltre ai paesaggi ci sono loro poi, i protagonisti per eccellenza di tutta l’Africa: gli animali selvatici. L’emozione dell’avvistamento durante i tanti Game-Drive nei bellissimi Parchi Nazionali. La ricerca con gli occhi e con l’obiettivo fotografico di quell’istante e di quel momento unico ed irripetibile. Il richiamo della Natura pura e vera che affascina sempre grandi e piccini…davvero bello e da provare sulla propria pelle per poter capire davvero fino in fondo le emozioni e arricchire il proprio bagaglio di esperienze.

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“It’s easy to say welcome, but it’s difficult to say goodbye”…UGANDA!!ultima modifica: 2022-10-15T18:51:41+02:00da raz85
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