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LA BICICLETTATA TIPO: Gravaltenesi 2021

– Oh ragazzi facciamo partenza alle 8.30 alla Baia del Vento. Ok ok, tutti d’accordo.

– Ore 8.55 qualcuno sta scaricando la bici e montando la ruota, uno è disperso da 10minuti in bagno, 1 non si è ancora presentato..ore 9.20 siamo pronti a partire, foto di rito e viaa!

– Le previsioni meteo nel 2021 riescono ancora a sbagliare alla grande, fino al giorno prima giornatina soleggiata, temperature miti. La mattina dopo bella fresca, grigio uniforme, ma almeno niente pioggia….spoiler sul proseguo della giornata: reggerà!

– Partenza con gruppo compatto, al secondo strappettino selezione naturale

– 5°km i componenti del gruppetto si studiano, gomiti alti e po’ di bagarre grottesca sapendo benissimo che ci sono ancora 95km e che queste cazzate si pagherrano poi….ebbene sarà cosi, ma l’ego maschile competitivo e un po’ di stupidità non possono mancare.

– 11°km è tempo di una pausa. Piazza centrale a Polpenazze, “dai ci fermiamo per una tappa caffè e brioche”. Barista: “abbiamo finito le brioches, però abbiamo i bomboloni”…..ah…upgrade immediato.

– Piccoli paesini di pietra, viuzze strette tratti in sterrato, vista lago…questa ‘Val Tennessee’ è proprio fica!

– Passaggio nel parco Naturale della Rocca, qualche madonna quando vediamo che anzichè rientrare la traccia ci manda giù in picchiata verso Porto Dusano. Dopo una bella discesa sappiamo già cosa ci toccherà

– Pausa foto con bike sulla spiaggetta di Porto Dusano, tanta roba.

– Iniziamo con qualche deviazione e qualche fuori traccia. Siamo in tre ad avere scaricato il percorso, spesso ognuno di noi ha la sua interpretazione della mappa per decidere la prossima svolta. Ovviamente quella sbagliata.

– Nel dubbio la strada da prendere è sempre quella in salita.

– 35°km pausa birrozza e panozzo gigante al chiosco sotto il Castello di Moniga…che qualità della vita in questi momenti.

– Percorso “assassino” che ci fa di nuovo andare giù giù sino al porto di Moniga..e poi su su…fino al Castello di Padenghe, come sempre non per la via più semplice.

– Poi di nuovo un “Fuori Percorso”, ma mica male: transitiamo nel vicoletto privato di un residence a bordo piscina, ringraziamo l’amministratore condominiale per questo passaggio!

– All’improvviso dopo l’ennesimo strappettino un bellissimo campo di papaveri rossi, video e foto per dimostrare che la Gravaltenesi ha anche un lato romantico.

– Alla domanda “Ermal, non ti fermi anche tu a fare una foto ai papaveri?” Risposta onesta e sincera: ” Ma vaffanculo…”. E’ tutto bellissimo.

– Nel riprendere la bici parcheggiata post sosta papaveri, scivolo con il piede nel canalino di irrigazione e volo dritto a terra come un pesce lesso a terra assieme alla bici: scemo io.

– 60°km passaggio interno alla Rocca Viscontea di Lonato. Finalmente dei gradini. Finalmente bisogna scendere e portare la bici in spalle. Ora si che è un vero giro Gravel.

– Dai adesso dopo Lonato, ci fermiamo a bere una birretta.

– E fu così che per i successivi 30km non troviamo più neanche l’ombra di un bar, un chiosco, un ristorante…nulla….solo campagna e strappettini ovviamente.

– Un’ eroico Ermal in crisi fisica potrebbe lasciare il percorso visto che la traccia passa a pochi km da casa, ma non molla. Applausi

– Fabio abbandona il gruppo per un impegno e rientra alla base. La previsione di orario di rientro è stata ampiamente superata.

– 85°km dopo l’ennesima salitina tagliagambe, il guerriero Ermal ormai stremato converge verso San Felice risparmiandosi le ultime dure salite. Saggia decisione.

– 100°km siamo rimasti in 3 ed il cartello Baia del Vento con la freccia che indica una discesa ci dice che dovremmo aver superato l’ultima salita dopo Salò e Cisano.

– ore 18.30. Siamo alla Baia. Birrozza vista lago è il nostro meritato premio per concludere questa fantastica Gravaltenesi.

Dai ad un gruppo di amici una bicicletta, un bel percorso da seguire in un territorio fantastico, qualche birretta, e ne uscirà una giornata memorabile!IMG-20210522-WA0011 IMG-20210522-WA0058 IMG-20210522-WA0041 IMG-20210522-WA0073 IMG-20210522-WA0042 IMG-20210522-WA0050 IMG-20210522-WA0060

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 Grazie agli ideatori di questo evento super ed ai compagni di avventura! E’ stato veramente fico #Perlamadonna!!

40 Giorni in Quarantena!! 40 spunti di riflessione e pensieri

BRESCIA, 17/04/20. Dal famoso “Lockdown” del 8 Marzo ad oggi 17 Aprile sono passati esattamente 40 giorni, una vera e propria Quarantena proprio come ci ha insegnato l’etimologia di questa parola ormai ben chiara e sulla bocca di tutti. Quante cose sono cambiate in breve tempo e purtroppo come è risaputo la situazione è diventata davvero drammatica con conseguenze negative sotto tanti, troppi punti di vista. Al di là di tutto questo piuttosto la mia attenzione si sposta sulla singola persona, su noi stessi in questo periodo comunque incredibile e particolare ed in qualche maniera “nuovo” e “diverso” per ognuno di noi.

Bundesstraße_40_number.svgLe prime domande che mi faccio un po’ provocatorie sono: “Questo periodo è stato così negativo o positivo?  È una grande crisi o una grande opportunità? Cosa è in fondo la mia normalità e mi manca davvero così tanto? Come e Quando si ripartirà a vivere come prima? Cosa posso fare o cosa non posso fare? Cosa cambierà e sarò personalmente cambiato?” In generale non ho risposte secche, sono domande aperte e ce ne sarebbero altre che secondo me possono scaturire tanti pensieri ed attente riflessioni che vagano per la testa e magari è davvero l’occasione buona per fermarsi e guardarsi dentro come mai è stato fatto, forse banalmente perchè “non c’era tempo”… Ed è proprio qui che la questione ‘Tempo’ sta acquistando un valore probabilmente mai cosi importante e ci sta mostrando chiaramente le cose che contano davvero e le nostre priorità, il nostro carattere e le nostre vere passioni e dunque le cose che adesso ci mancano più di tutte e che ci fanno stare bene.

Con questa premessa e per non dilungarmi troppo ( non credo saranno in molti ad arrivare a leggere tutto questo articolo) ho scelto di mettere nero su bianco 40 punti divisi su alcune categorie, 40 pensieri da Quarantena che mi gironzolano per la testa in ordine sparso e spesso incompiuto e che dunque avevo voglia di scrivere su di un foglio per me stesso in primis. Chissà poi un giorno tra qualche anno rileggendo questi spunti ci sarà qualcosa di piacevole da prendere con un sorriso, qualcosa di ovvio e banale, qualche cazzata colossale su cui riderci su o qualche amarezza e rimpianto per non aver sfruttato questa opportunità che sono sicuro tutti abbiamo, nonostante per molti può essere un periodo di merda senza troppi giri di parole.Capture2

Categoria PERSONALE

  1. I valori che ho appreso nello Sport si adattano benissimo alla Vita… il ’non mollare mai’ e la capacità di sviluppare la “resilienza” sono alla base ed a monte di tutto.
  2. Quanto vorrei un giardino o un balcone o una terrazza! Anche almeno un cortile sarebbe ottimo!
  3. E’ importante avere un luogo davvero tuo dove stai bene, la Casa con la C maiuscola ( certo con giardino o terrazza molto meglio eheh! ) e fondamentale avere comunque gli Affetti e la Famiglia vicino, anche se fisicamente lontana dato il momento.
  4. Lo Smart working è figo, quando si rientrerà alla normalità lavorativa farò richiesta per avere magari qualche giornata al mese sempre da sfruttare in questa modalità. In generale speriamo che anche post emergenza Covid-19 si riesca ad introdurlo e gestirlo in maniera proficua nel lavoro in tantissime mansioni. Vedo tanti vantaggi su parecchi aspetti e mi auguro che questa situazione generi davvero un cambiamento positivo su questo argomento.
  5. Quello che mi manca di più, sono le pure passioni della vita: Viaggi, Sport Outdoor ed Avventura ( intesa come combo dei primi due praticamente )
  6. La Libertà e quindi anche la Felicità connessa ad essa, sono i due valori generali che più mi mancano.
  7. Mi focalizzo troppo sulle cose che sono capace a fare, quando forse bisognerebbe reinventarsi di più e sfruttare questo momento per imparare a fare cose nuove e diverse e per avere più creatività..
  8. Attività Fisica: sempre attivo, difficile e controproducente rimanere fermo e passare la giornata sul divano. Anzi alla fine come esercizio fisico sto rendendo forse di più ora di quando erano aperte le palestre (…da verificare poi sul campo neh), però intanto con tutti i video e le app in versione “Smart Gym” non va male e poi ho scoperto come sfruttare al meglio le scale di casa eheh…
  9. Manca parecchio l’uscita in libertà nella Natura, la corsa spensierata nei boschi, l’escursione in montagna o al lago o al mare, il giretto in centro o in qualche altra città/borgo da scoprire, il giro in bici all’aria aperta.. (in questo periodo per me è aumentata ancora di più la consapevolezza dell’importanza della NATURA)
  10. Finalmente riesco a leggere di più e mi piace molto. Ritagliarsi il proprio angolino, l’amaca, il divano la mattina presto con la luce del sole che entra in casa, la musica giusta e taac. Altro vantaggio dell’avere più tempo è riuscire a fare quelle cose che spesso si rimandano, vedere quel film che avresti sempre voluto vedere, alcuni video/documentari che ti interessevano o riguardare filmati storici che già conosci ma che non riuscivi a rivedere, ma che alla fine ti piace troppo rivedere ( argomento basket NBA su tutti )
  11. Bisognerebbe cercare sempre una buona dose di motivazione, un obiettivo. Serve motivazione per mantenere alto l’umore rimanendo a casa, per seguire un nuovo corso online, per organizzare le nostre giornate evitando di sprecarle. Un po’ di cazzeggio ci sta alla grande, ma odio sprecare troppo il tempo in casa…
  12. Pianificazione della giornata: importante per me riorganizzare le proprie cose ed il proprio tempo, creare una nuova routine cercando di lasciare però anche uno spazio alla creatività per tenere allenata la mente
  13. Mi sembra prendano ancora più valore molte citazioni, aforismi che ho sempre letto ed apprezzato, particolarmente in questo momento storico e di introspezione personale e collettiva trovo che abbiano una forza ed un significato maggiore. Per esempio una su tutte data l’importanza della flessibilità e capacità di adattamento a questa sitauzione: (La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario. Albert Einstein )
  14. La Curiosità è sempre stimolante. Mettersi in gioco, Iniziare un nuovo corso, approfondire e tornare a studiare un argomento nuovo fa solo che bene. Alla fine sono convinto che superare bene questa “crisi”, farà emergere il meglio di ognuno di noi.
  15. Il pallino del Viaggio nel vero senso della parola è onnipresente. I ricordi di viaggio e delle esperienze vissute sono pazzeschi, semplicemente rivedere le foto appese in casa o leggere i vecchi racconti o guardare il mappamondo mi fa di nuovo viaggiare con la mente e mi emoziona. Per ora si viaggia con la mente, ma che voglia di tornare a viaggiare anche con le gambe e scoprire questo mondo.

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Categoria GENERALE/SOCIALE:

  1. Ok le regole da rispettare che ci devono essere e sono sacrosante, ma nella vita vale secondo me sempre la regola del ragionare bene prima di agire ed avere buon senso nelle cose, questo per generare un meccanismo ed un loop di fiducia e di responsabilità.
  2. La disinformazione dilaga ovunque, soprattutto sui social, è un bombardamento continuo ed è parecchio dannosa.
  3. Ritengo infatti importantissimo scegliere attentamente le proprie fonti, canali di informazione, come e quali altri pareri ascoltare.
  4. Non abusare dei media (probabilmente bastano davvero circa 30minuti al giorno per rimanere aggiornati). Lo storytelling dei fatti e dei dati, cioè il come vengono raccontati i fatti cambia tantissimo la percezione della realtà di come è realmente la situazione.
  5. A volte non reagire ed ignorare determinati pareri, commenti, insulti gratuiti è cosa buona e giusta.
  6. Troppa troppa irrazionalità nelle persone a tutti i livelli, generata molto probabilmente dalla tanta paura ed ignoranza
  7. Invidia ed odio incondizionato verso qualcuno sono altresì diventati davvero pericolosi ed ingiustificati ( visto la categoria di interesse di cui diciamo mi sento parte, vedi l’inutile polemica del ‘runner untore’ ed in generale di tutti i “perbenisti divanisti,cecchini dal balcone,i tuttologi del web ecc ecc… )
  8. Generosità delle persone nell’aiutare ed aiutarsi immensa , iniziative solidali di ogni genere, bellissimi gesti dappertutto dal piccolo in modo locale, ma anche a livello globale …spesso semplicemente commoventi. Serve sempre un evento negativo per tirare fuori il meglio di noi?
  9. Interessante e superpositivo vedere sfruttare la tecnologia ed il mondo digitale per reagire rapidamente ed in modo efficace all’attuale momento ( es. Maschera Decathlon per respiratori, App di vario tipo create dal nulla in brevissimo tempo ecc…)
  10. Nel bene e nel male stiamo attraversando un periodo storico globale incredibile che riscriverà la storia come è stato per i grandi eventi del passato come le guerre, 11 Settembre ecc ecc… Se tra parecchio tempo ci saranno ancora i libri di storia ci saranno sicuramente molti capitoli dedicati a tutto ciò che sta accadendo.

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Categoria CAZZATE/VARIE:

  1. Alcuni Video stupidi/Meme che girano sul web per sdrammatizzare il momento sono davvero geniali, meriterebbero un Oscar.
  2. Ne usciremo tutti sicuramente più esperti di Zoom, HouseParty ecc ecc e più bravi e creativi in cucina ( io sarò tra le eccezione però..vero Marta? Lei si che da chef è passata a superchef! )
  3. Come per tutti immagino, preferisco di gran lunga gli incontri dal vivo rispetto alle videochiamate, uno sguardo ed anche un piccolo cenno rimane unico ed inimitabile. Però tutti abbiamo provato e ci siamo convinti che tante attività si possono re-inventare e fare anche in remoto.
  4. Disintossicarsi per un tot tempo al giorno dalla sindrome da Smartphone/Notifiche/Media non è affatto male, anzi..
  5. Quanto vorrei un giardino o un balcone o una terrazza! ( forse lo già detto??)
  6. La memoria del telefono con tutti i video, immagini, doc che girano sta esplodendo…”guarda il video, cancella il video” è diventato un mantra
  7. Un bell’aperitivo con amici, una bella cena in buona compagnia…chissà come sarà la ‘prossima prima volta’, tanta voglia e tanta curiosità, in ogni caso mai come ora si capisce l’importanza delle relazioni sociali di persona
  8. Da “non ho tempo” a “ora ho troppo tempo” è un attimo. Più che la Quantità del Tempo, rimane importante la Qualità di come utilizziamo il tempo che abbiamo a disposizione.
  9. Lamentarsi non è una buona opzione e spesso e volentieri non aiuta nessuno, anzi danneggia te stesso e gli altri. Essere positivo ed ottimista è qualcosa che mi ha sempre aiutato in tante situazioni.
  10. “Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita” qualcuno diceva…cazz se aveva ragione Tonino Guerra!

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Categoria BUONI PROPOSITI/NEXT STEPS:

  1. Ripartire con consapevolezza, essere grati per quello che abbiamo senza dare più molte cose per scontate e valorizzando gli aspetti più importanti e significativi per noi. (Il valore dei legami, la meraviglia di un panorama, la spontaneità di un gesto, la bellezza nelle piccole cose…)
  2. Non semplicemente attendere che #andràtuttobene ma agire attivamente con il nostro comportamento, il nostro ottimismo e determinazione ed allora si che #faremoandaretuttobene. Anche l’hashtag #iorestoacasa è stato sicuramente un messaggio necessario nella prima fase, ma ora speriamo con tutte le dovute accortezze e con la responsabilità delle persone ci sia un “nuovo hashtag” migliore per ricominciare tutto in un clima di fiducia, in modo libero e responsabile.
  3. Cercare di fare bene con quello che si ha a disposizione, senza per forza volere qualcosa in più. Accontentarci e valorizzare quello che abbiamo come diceva il buon Tiziano Terzani. Senza però dimenticare di cercare il nostro equilibrio lasciandoci comunque ispirare dai sogni e spingerci un po’ più in là per essere realizzati.
  4. E’ un bel periodo per pianificare organizzare e stimolare ancora di più le proprie passioni, i prossimi viaggi, le prossime gare a cui vorrei partecipare e qualche avventura sfidante, che dia quel brivido e che mi smuova qualcosa dentro.
  5. Pensare al futuro ok, ma sempre più importante è il QUI ed ORA. Vivere la vita al 100%, riempirla e farcirla delle cose e delle persone che ci fanno stare bene. Solo cosi probabilmente si riuscirà a vivere non tanto più a lungo, ma piuttosto si riuscirà ad allargare la propria vita per viverla al meglio con pienezza andando un po’ “oltre” trovando cosi la vera libertà e felicità.

…Buona Quarantena e soprattutto buona ripartenza in attesa di tornare presto alla grande!

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La mia MADDALENA Homemade!

Aprile 2020: l’argomento e la situazione CORONA VIRUS COVID-19 è ormai presente  nella vita di tutti. Tempi strani e diversi stanno scorrendo per questo maledetto virus. La situazione è sicuramente drammatica sotto diversi aspetti e l’emergenza sanitaria è ancora in pieno svolgimento. Ma da una crisi, bisogna sempre fermarsi, riflettere e cercare di crescere cogliendo al massimo le opportunità che possono esserci e che possiamo crearci guardando un po’ “oltre”. E cosi durante questa quarantena forzata anche il mio amato sport è in pausa o meglio non si può uscire di casa, ma qualcosa possiamo comunque inventarci e perché no…magari è importante dare semplicemente un segnale di ottimismo! E cosi ecco la lampadina che si accende…

Un’idea insolita, una sfida tra amici, una trovata sportiva…o semplicemente la voglia di fare qualcosa di “normale” come per esempio il semplice giretto ed “andare su in Maddalena”, il monte di casa per noi bresciani. Allora così nasce l’idea di ‘Maddalening’…un allenamento virtuale per raggiungere la cima della Maddalena con i suoi 874m e dare cosi in qualche modo anche un segnale positivo e di speranza per tornare presto a vivere normalmente tutti più forti ed uniti di prima. Si tratta di un concetto semplice che deriva dal più noto termine Everesting nato nel mondo del ciclismo, adattato per l’occasione in una versione ridotta e casalinga in modalità trail running: prendi una qualsiasi salita e ripetila tante volte quante servono per fare un dislivello positivo almeno pari all’altezza del Monte che vuoi raggiungere (teoricamente l’Everest appunto con i suoi 8848m, in questo caso direi che va bene e basta la Maddala!). E cosi ecco le scale condominiali fuori dalla porta di casa, ecco i gradini, un passo alla volta, basta iniziare a correre su e giù e non mollare fino al proprio traguardo finale…poi la vista dall’alto di quello che ora abbiamo davanti ripensando al percorso fatto ed agli ostacoli superati sarà meravigliosa….MADDALENING COMPLETED!

Screenshot_20200406-173351_GalleryInfo “tecniche” del percorso:

  • 5 rampe di scale, 40gradini tot. x 18cm (altezza gradino)
  • Ripetere di corsa up&down per 122volte = ~874m D+ à tempo tot. 1h 18min
  • Schiacciare il pulsante della luce ad ogni passaggio per non rimanere al buio lungo le scale
  • Contare il numero di salite ( utilizzato un metodo scientifico: prendere uno scolapasta riempito con “122 farfalle” in cima alla salita, una bacinella vuota alla base, e poi trasportare ad ogni passaggio una farfalla da su a giù fino a svuotare lo scolapasta)
  • Nr.1 ottimo ristoro rinfrescante a metà (grande supporting cast by MartaMartinelli)IMG-20200405-WA0012Un pensiero sincero a tutti quelli che stanno soffrendo, a tutte le persone vicine ed a chi sta lottando ed aiutando in prima linea. Noi intanto non lamentiamoci e continuiamo a dare il nostro piccolo contributo, magari strappando semplicemente un sorriso e con qualche esempio ed aiuto concreto (Per esempio le due bellissime iniziative di raccolta fondi per sostenere la città di Brescia: #AiutiAMObrescia e #SOStieniBrescia ). Non bisogna mai mollare nello sport e nella vita e torneremo presto tutti a farci qualche giretto all’aperto ed ad “andare su”.

 

articolo sul Giornale di Brescia 07/04/20:

https://www.giornaledibrescia.it/sport/conquistare-la-vetta-della-maddalena-sulle-scale-di-casa-1.3471904

APPUNTI DALL’ASIA CENTRALE: 7 CURIOSITA’ SUL KHIRGHIZISTAN!

DSC_5016-minAdesso posso affermare che il Kyrgyzstan esiste veramente, è reale ed ora che ci sono stato  ne ho le prove.  Si, è un “piccolo” (neanche troppo) paese da qualche parte sul Mappamondo nel bel mezzo dell’Asia Centrale, uno dei tanti che finiscono in ‘stan’, ed infatti all’inizio si è simpaticamente meritato l’hashtag #ndocazzostan. Dunque oltre che confermare la sua esistenza, qui voglio riassumere in sette punti le principali curiosità e caratteristiche del Khirghy (per gli amici) vissute durante questo viaggio.

  • LINGUA: qui si parla il Khirghiso o il Russo. La prima parola imparata infatti è stata “CASSA” che semplicemente in russo si scrive “KACCA” 🙂 !  Molti ti chiedono infatti subito “Rusky?” e tu da buon europeo e uomo di mondo cerchi di farti capire con l’Inglese. Ecco, qui in Khirghizistan non sempre funziona e l’inglese serve spesso davvero a poco. Qualcuno lo parla un pochino, magari nelle guesthouse delle città/villaggi più grandi ed in qualche agenzia turistica locale, ma in generale ci si deve arrangiare come si può! ( per esempio siamo arrivati in aeroporto e per cercare di farci capire alla signora del bar e chiedere che cosa c’era dentro ad un simil panzerotto siamo arrivati a mimare le ali di un pollo per cercare di avere conferme se dentro era farcito con del chicken! ). L’altro classico esempio di soluzione per aggirare questa barriera linguistica  è il traduttore simultaneo sullo smartphone ( ed anche qui situazioni assai divertenti) oppure per i numeri ed i prezzi si ricorre all’aiuto dell’eterna e classica calcolatrice durante tutte le fasi di negoziazione e di pagamento.IMG-20190730-WA0007
  • AUTOMOBILI:  è un bellissimo e divertente capitolo quello dei trasporti in generale e nello specifico quello delle auto. Si vedranno “sfrecciare” le mitiche vecchie LADA e MOSKVITCH, simboli dell’impero sovietico.  Ho messo sfrecciare tra virgolette, perchè in realtà si vedranno spesso a bordo strada con cofano alzato, gomme in fase di sostituzione o con svariati problemi…quindi tutto normale e all’ordine del giorno se durante un tragitto l’auto sulla quale si sta viaggiando abbia qualche problemino. Altra curiosità è che le auto abbiano quasi sempre vetri posteriori e lunotto oscurati ed a proposito di vetri abbiamo scoperto che se non hai almeno una crepa o qualche graffio sul parabrezza non sei nessuno! Infine le auto vecchie, la maggior parte hanno il volante sulla sinistra, mentre invece le nuove auto più recenti dopo l’inidipendenza hanno la guida a destra.20190731_110354-min
  • TRASPORTI. Le strade sono in realtà molto buone nel complesso, tranne ovviamente i tragitti verso le montagne che per forza di cose rallentano parecchio le tempistiche con strade sterrate, ma mai in pessime condizioni. Per spostarci abbiamo utilizzato tutti i loro mezzi locali ed al primo posto sicuramente troviamo le mitiche marshrutka! Sono dei minibus da circa 10posti ( solitamente è il furgoncino Sprinter della Mercedes ) ed è il mezzo di trasporto più tradizionale e folklorisitico della Russia e dunque dell’Asia Centrale. Costa pochissimo, affidabiltà orari rivedibile, parte solo quando è pieno, ha un numero sul parabrezza che contraddistingue i vari percorsi, raccoglie persone per strada appena possibile ed in generale è assai divertente e variopinto! Se non trovi la marshrutka, no problem, basta allungare il braccio per strada e qualche buon anima vedrai che in poco tempo ti carica sul suo mezzo. Dunque l’autostop diciamo è abbastanza normale e intrinseco nella loro cultura, basta davvero poi dare un piccolo contributo per lo strappo, praticamente un BLA BLA CAR in tempo reale e non pianificato!IMG-20190730-WA0009
  • CUCINA e CIBO ON THE ROAD: La cucina dell’Asia Centrale non brilla nel panorama internazionale e soprattutto qui in Kyrgyzstan essendo in territorio prevalentemente montuoso e dunque con un popolo principalmente nomade la cucina è abbastanza limitata e sicuramente non ricca ed elaborata. I piatti principali che si possono trovare nei ristoranti/cafe sono il plov (riso pilaf con pezzettini di agnello/montone, carote e patate) il lagman ( zuppa con noodles con agnello, patate, carote, aglio, cipolla ) il boso lagman ( come prima ma senza zuppa e dunque noodles fatti in padella ) il manty (ravioloni al vapore ripieni di carne e verdure)  l’ashlan-fu ( piatto freddo con due tipi di noodles, di grano e di riso, messi sempra in una zuppetta con verdure un po’ spicy) ed i mitici shaslik ( spiedini di carne di agnello o manzo o misti fatti barbecue per strada ).  Vista la stagione estiva, le strade ed i mercati sono pieni di….Angurie e Meloni bianchi! Sono davvero ovunque ed è incredibile quante angurie puoi vedere viaggiando in lungo ed in largo per il paese. La cosa assurda è che con tutte queste angurie, nelle varie guesthouse e ristoranti l’anguria purtroppo non l’abbiamo mai mangiata 🙁 ! Invece un grande classico che non mancherà mai in tavola è il pane che è molto buono, bellissimo e decorato con degli stampini di varie forme e ovviamente il thè che viene sempre versato subito in accompagnamento ai pasti con biscottoni, caramelle e marmellata ( albicocche, pesche o more). Nella capitale di Bishkek invece una curiosa bevanda che puoi trovare ovunque venduta dalle signore in ogni angolo di strada è il Maksim o Chalap o Kvas della Shoro company. É una bevanda estiva mista di grano e yoghurt fermentato dal gusto frizzante “salty”…davvero una….schifezza!! Infine sempre per rimanere in tema di bevande “buonissime”, quando si alloggia sulle montagne nei villaggi dei nomadi c’è il Kumis, bevanda leggermente alcolica ottenuta dalla fermentazione de latte di giumenta(cavalla)…anche questa davvero una cosa imbevibile!20190729_145724-min
  • PERSONE: tutte le persone incontrate hanno dimostrato che il popolo khirghiso è davvero gentile ed ospitale. Anche se come già detto ci sono problemi con la lingua per comunicare, ed infatti loro comunque continueranno a parlarti in Rusky, ma nel frattempo sfoderanno un bel sorriso con trentadue denti d’oro. Pare che qui sia di “moda” diciamo e sia signore che signori ( con il loro tradizionale cappello di feltro) non mancheranno di mostarti il loro sorriso luccicante! Le etnie di questo paese sono molto diverse e dunque c’è un bel mix di colori e tratti somatici. Si passa dalle persone più simili ad indiani, a quelli cinesi/jappo e poi c’è il classico tratto nomade asiatico (Mongolia) e dunque è infatti difficile riconoscere esattamente e dire…ecco qui un Khirghiso!DSC_5319-min
  • NOMAD LIFE: Un’altra parola che si imparerà presto è YURTA (Yurt in inglese). Non si può andare via dal Khirghy senza aver dormito almeno una notte in uno Yurt Camp. Ecco noi forse ne abbiamo abusato e tra i vari spostamenti abbiamo fatto una scorpacciata con 5notti di fila in Yurta. E’ il simbolo della nazione ed appunto della vita nomade. Sono queste tende/capanne di varie dimensioni costruite con grande abilità dai nomadi e la struttura è formata principalmente da legno e ricoperta poi con feltro ed adornata poi dentro e fuori con dei bellissimi colori tra ricami e tappeti. Dentro se ti va bene in quelle più raffinate ti puoi trovare anche un letto o un materasso oppure praticamente nulla. Se poi dall’interno alzi lo sguardo, scoprirai che la punta del tetto ( 6 barre incrociate di legno rosso ) sono anche il simbolo del paese ed emblema raffigurato sulla bandiera nazionale. Un altro simbolo della vita nomade è sicuramente poi il cavallo. Cavalli everywhere, in strada, nelle grandi vallate della steppa, al galoppo sui dolci pendii, insomma il cavallo è utilizzato da tutti, adulti e bambini, un po’ come  noi occidentali utilizziamo la bici! Oltre ai già citati cavalli, pecore, capre, mucche, yak, marmotte ed acquile completano il panorama della fauna del Khirghizistan e proprio riguardo al loro rapporto con gli animali, ci sarà da raccontare più avanti nel dettaglio anche i loro “giochi nomadi”, davvero tradizionali e a volte parecchio inusuali e crudi!20190731_181747-min
  • CONTAINER: Anche questo sarà un elemento onnipresente in tutto il paese. Container blu, verdi o semplicemente bianchi e all’interno negozietti, “uffici”, case…insomma un utilizzo a 360° per questi contenitori merci che noi siamo abituati a vedere sulle grande navi o su camion in fase di trasporto, ecco invece qui hanno ruolo più statico e hanno creato proprio grazie a questi container piccoli villaggi oppure in maniera molto caratteristica hanno formato la struttura portante di tutti i principali bazaar del paese.20190729_162552-min

Ce ne sarebbero ancora tante da raccontare e sicuramente ci sarà modo di condivederle durante il racconto di viaggio, ma in generale già questi punti dovrebbero far capire che visitare il Kyrgyzstan significa fare un viaggio di scoperta, dove bisogna adattarsi a quel poco che c’è convivendo con un popolo gentile ed ospitale scoprendo le loro abitudini e loro antiche tradizioni nonostante la comunicazione non sia sempre facile. É davvero un gran viaggio che di seguito racconterò man mano ripercorrendo per tappe il nostro itinerario per rivivere questa avventura e questa esperenzia meravigliosa, grazie Khirghy…o meglio Ragmath Kyrgyzstan!

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photo by Marta Martinelli

La mia VIA FRANCIGENA!

Il viaggio arricchisce, insegna, è maestro di vita. La bicicletta è un’amica fedele che può condurti ovunque tu desideri. Viaggiare in bicicletta è un’emozione forte: dapprima le difficoltà e la fatica scoraggiano, deludono, inquietano… ma poi, chi ha spirito indomito non si fa sconfiggere dalla staticità e dalla routine, perché l’unica possibilità che ha di vivere realmente è quella di seguire la strada che gli indicano le emozioni.

(Gillian Klempner Willman )

 

31/05/15: ufficialmente pellegrini a Roma.

Prima di tutto un bel “ce l’abbiamo fatta!”. Orgoglio, soddisfazione, libertà, emozione; sono queste le principali sensazioni all’arrivo a piazza S.Pietro con la propria bicicletta dopo essere partito dalla propria casa, dopo aver pedalato, sudato, sofferto, ma anche dopo essere stato meravigliato dai luoghi attraversati, dopo essermi divertito per l’avventura e le relazioni avute nel viaggio per 9 giorni e ben 820 km tutti conquistati con le proprie forze. È bello. Scusate l’aggettivo forse banale per descrivere il momento, ma è proprio bella la sensazione che si prova quando si raggiunge un risultato sperato, pianificato e costruito giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro fino ad ottenere il Testimonium all’interno del Vaticano. Per chi pratica sport e intraprende queste sfide prima di tutto con se stessi può capire bene di cosa si tratta quando ci si pone un obiettivo sfidante difficile da raggiungere (a volte anche scoraggiante all’inizio) e alla fine si riesce a centrare l’obiettivo con le proprie forze, con grande forza di volontà, testa, preparazione fisica e dedizione verso il “traguardo finale”.

Ma andiamo più nel dettaglio. Il pellegrinaggio fino a Roma era originariamente solo un cammino spirituale. Oggi è diverso. Come è emerso parlando con altri pellegrini e con i tanti ospitalieri, i motivi per cui un pellegrino si mette in viaggio possono essere molteplici, per esempio la ricerca di se stessi o la necessità di staccarsi da tutto e da tutti, ma anche il turismo, il piacere della scoperta del proprio territorio o la sfida sportiva personale.

Non essendo molto credente, il motivo di questo viaggio trascende l’aspetto religioso ed è piuttosto stato un mix dei motivi elencati sopra. Mi sono spinto verso questa esperienza con spirito di avventura per un viaggio itinerante come piace a me, un po’ per il significato e il nesso storico che costituisce, un po’ per scoprire la natura e gli angoli nascosti del nostro magnifico territorio, un po’ per incontrare persone e avere relazioni vere e genuine con le persone locali nella loro differenza culturale e linguistica.

Condividerò nelle prossime pagine il nostro percorso in bicicletta, che ci ha portato in nove intense tappe ( circa 90-100km al giorno, con un dislivello positivo di circa 10000m ),  sino al colonnato del Bernini di Piazza San Pietro e al cospetto del cupolone che domina il Vaticano. Il viaggio lungo la Via Francigena è appena iniziato…si parte da Brescia destinazione Roma!

Le tappe sono state:

1° tappa: BRESCIA – FIORENZUOLA ( 105km, dislivello positivo 200m)

2° tappa: FIORENZUOLA – FORNOVO di TARO (76 km, dislivello positivo 700m)

3° tappa: FORNOVO  – AULLA ( 100km, dislivello positivo 2200m)

4° tappa: AULLA – ALTOPASCIO ( 110km, dislivello positivo 700m)

5° tappa: ALTOPASCIO – COLLE di VAL d’ELSA (87km, dislivello positivo 1300m)

6° tappa: COLLE di VAL d’ELSA – SAN QUIRICO D’ORCIA ( 93km, dislivello positivo 1300m)

7° tappa: SAN QUIRICO D’ORCIA – MONTEFIASCONE ( 94km, dislivello positivo 1400m)

8° tappa: MONTEFIASCONE – SUTRI ( 80km, dislivello positivo 800m)

9° tappa: SUTRI – ROMA ( 75km, dislivello positivo 700m)

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NARA, HIMEJI, INARI e poi il meritato relax in un Onsen prima di dire sayonara JAPAN!!!

Gli ultimi giorni in Giappone li trascorriamo tra varie escursioni non troppo lontande da Tokyo sfruttando fino all’ultimo istante il nostro mitico Japan Rail Pass! E cosi di buon mattino eccoci a Nara, l’antica capitale del Giappone. Ancora tanti templi e santuari (ormai non stupiscono più i nostri occhi ancora sazi dalla quantità vista nelle mete precedenti), ma sicuramente il Toda-ji non può passare inosservato e suscitare qualche emozione di stupore. Il più Grande Buddha del Giappone racchiuso in un portale gigante all’ingresso. Bello il parco pieno di cervi e belllo vedere anche qui la gente giapponese che si “diverte” con poco attraversando per esempio un foro in una colonna del tempio sfidando amici, parenti e figli ad attraversare questo minuscolo buco! Dopo aver visto altri siti nel bel parco ci rifocilliamo per pranzo in un posticino del centro molto caratteristico per gustare una delle specialità della zona: l’ okonomiyaki (sempre per solo intenditori cercate il personaggio Ukyo di Ranma ½ e capirete!) cucinata direttamente davanti agli occhi con una piastra sul tavolo. Nel rientro verso Kyoto ci addormentiamo e arriviamo lunghi di una fermata…cambio treno e risaliamo verso la città per goderci l’ultima sera tutti insieme (Jacopo rientra in Italia, mentre io e Marco avremo ancora due giorni a disposione!). Buonissima cena finale in un tranquillo ristorante tipico con cameriere molto carine e molto servizievoli che ci aiutano a ripercorrere un po’ tutti i piatti della cucina giapponese per chiudere questa ottima esperienza culinaria (sushi,sahisimi, tempura ancora una volta ottimi!) Ultima chiaccherata in ostello nella zona comune con un immancabile thè facendo due parole con una coppia di spagnoli (scopriamo che parlano perfettamente jappo e fa abbastanza impressione sentire e vedere parlare il giapponese da persone occidentali!) e poi con un simpatico svizzero dal forte accento francese che scopriremo poi essere il compagno di Kaori.

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Salutato Jacopo, io & Marco ripartiamo alla volta di Himeji; altra cittadina poco distante sfruttando sempre il puntualissimo shinkansen. Qui c’è probabilmente uno dei più belli castelli di tutto il Giappone (peccato che stiano restaurando la facciata principale che è totalmente ricoperta da impalcature! L ). Di colore bianco candido questa antica fortezza dei samurai è davvero gigante ed è bello passeggiare tra le mura con le feritoie da dove si versava olio bollente per impedire ai nemici di entrare. Inoltre bello anche visitarne gli interni per riassaporare la vita ai tempi del medioevo tra antichi samurai in periodo di guerra.

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Next stop Inari. Dietro suggerimento della ragazza spagnola conosciuta la sera prima visitiamo questo santuario shintoista che all’inizio sembra il “solito”, con i soliti torii rossi all’ingresso, ma poi i torii aumentano di numero iniziando a moltiplicarsi e creando un vero e proprio tunnel nella foresta che segue un lunghissimo percorso in salita tra sentieri e gradini per arrivare alla fine in cima alla collina! Bellissimo e molto suggestivo. Troviamo alcune bancarelle sulle pendici della collina tra cui il simpatico vecchietto di nome Osaki che ci personalizza come souvenir il torii rosso dipingendo sulle sue colonne i nostri nomi! Iniziamo a scendere ma a metà discesa mi si gela il sangue…non trovo più il portafoglio. L Riparto in salita alla disperata guardando in terra se mi fosse caduto nella discesa e col fiatone arrivo di nuovo da Osaki chiedendo a gesti se ha visto il portafoglio. Lui mi sorride e si incammina verso un altra bancarella poco distante e storpiano il mio nome fa cenno ad un altro ragazzo giapponese che il portafoglio che aveva ritrovato era mio!…Grandissimo Osaki!!!

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Prima dell’ultimo spostamento verso Kurama mi accade una di quelle cose e coincidenze che ti fanno capire quanto è piccolo il mondo a volte…scendendo dal treno vedo nella affolatissima stazione dei treni di Kyoto un personaggio che mi sembra di riconoscere e cosi avvicinandomi a lui scopro che è Ulih, il tedesco conosciuto l’anno prima in viaggio in Sri-Lanka con cui avevo condiviso alcune tappe in solitaria! Incredibile coincidenza e bell’incontro se pur breve per scambiare due battute!

Per concludere questo viaggio per  l’ultima notte ci concediamo il lusso di andare al Kurama Onsen, piccolo paesino tra le montagne sopra Kyoto, per goderci un meritato Onsen ( il bagno termale tipico giapponese) dopo una tradizionale cena tipica giapponese servita in camera tradizionale con tanto di yukata (il kimono giapponese) e corredo per andare nella vasca termale sia interna che esterna aperta fino a tarda sera!

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È la giusta conclusione di questo intensissimo viaggio nello stupendo paese del Sol Levante che mi ha riservato tante belle cose positive e fatto scoprire dei posti e delle persone davvero uniche nel loro genere! Non resta che dire semplicemente grazie ed arrivederci a questo bellissimo paese…o meglio bisognerebbe dire arigato gozaimasu e sayonara Japan!!!

Welcome to Japan!

La classica abbuffata del pranzo di Natale si digerisce in volo, idem come lo scorso anno per il viaggio in Sri-Lanka. Eh si partenza natalizia da Malpensa dove pronti-via ecco subito all’imbarco i primi due intoppi: non trovo la fotocamera (nuova e mai usata) nel bagaglio a mano e ci sono problemi nell’emissione del boarding pass di Marco per la tratta Istanbul-Tokyo. Bene, si comincia bene. Con un po’ di souspence ci dicono che c’è un errore di sistema e che non riescono a stampare il biglietto e che dovremo chiedere una volta atterrati ad Istanbul (scalo del nostro volo della Turkish Airline). Cosi dopo 3 ore di volo in compagnia di un simpatico signore egiziano, una cena ed un film riusciamo, dopo un po’ di apprensione per aver fatto passare due/tre desk, ad ottenere il boarding pass per il volo Istanbul-Tokyo che parte puntuale alla mezzanotte circa. Aereo pienissimo di spagnoli e dove una signora giapponese crea il panico perché non trova il suo posto indicato sul biglietto e mobilita tutte le hostess e tutto il personale di volo. Si parte, seconda cena, un altro film e poi nanna… quando apro gli occhi guardo la mappa interattiva e scopro che stiamo già sorvolando la Corea del Sud… ottimo siamo vicini ormai al Japan, giusto il tempo per un’altra cena (la terza, senza nessun pranzo e colazione, in un breve lasso di tempo effettivo!). Superati i controlli e recuperati i bagagli (prima buona notizia: la fotocamera è nello zainone J! ) prendiamo subito il treno e poi la metro per raggiungere l’ostello nella zona di Shinjuku. Ecco il primo contatto con la popolazione giapponese; tanta gente, tanti con le mascherine, tutti simili, tutti con il telefono alla mano (rigorosamente I-Phone), tante vignette-fumetti per i messaggi di avviso oppure direttamente tanti uomini con cartelloni per la pubblicità.

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In ostello troviamo Jacopo (arrivato con un altro volo nel pomeriggio) e proviamo subito i Capsule Hotel, i caratteristici  e famosi “loculi” che  ci accoglieranno nelle notti di Tokyo. Di primo acchitto fanno un po’ effetto e abbastanza impressione, ma poi si rivelano spaziosi e confortevoli ed in più garantiscono la privacy che di solito viene meno negli ostelli con le grandi camerate condivise! Pecca dell’ostello sono le docce al pian terreno e l’assenza di scale, quindi dal 10° piano per scendere si va solo con l’ascensore e spesso solo andare a fare la doccia poteva diventare un’odissea!

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Primo giretto serale, freddino e pioviggina, ma dopo una breve camminata eccoci a Shinjuku dove dominano le luci al neon sui fianchi di palazzoni e grattacieli che si stagliano verso il cielo. Ci addentriamo in qualche viuzza, tanti locali “pink” con i classici “neri” agli angoli delle strade a fare da PR. Scegliamo un posticino molto giappo per mangiare qualcosa invogliati dalle rappresentazioni dei piatti in vetrina e per assaggiare qualcosa di locale (per me e Marco è la quarta cena!); appena si entra c’è un distributore automatico (uno dei tanti che incontreremo dato che il Giappone è il paese con più “macchinette” al mondo), si schiaccia il numero del piatto visto in vetrina, si paga e si ritira il ticket che si porta alla cassa dove iniziano a preparare il tuo piatto. Non benissimo la prima scelta, pensando fosse ramen (uno dei tradizionali piatti locali) io e Marco ordiniamo dei noodles che però ci vengono serviti freddi, scotti ed insipidi…(tecnicamente abbiamo ordinato soba e uton) Qualcosa migliora con un pochino di brodo caldo e un pochino di salsa di soia (qui la si mette dappertutto), comunque in definitiva non benissimo la prima esperienza culinaria in Giappone… ma sotto questo punto di vista ci rifaremo alla grande! Si rientra in ostello un po’ provati dal jet lag ma prima di coricarci nel “loculo” ci sta l’esordio della birra Asahi nella common room e si butta giù il piano di battaglia di visita per l’indomani…alla scoperta di Tokyo!

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…problemi di visualizzazione???

…se non riesci a visualizzare correttamente alcuni post utlizzando il browser Internet Explorer, prova a visualizzare il blog con Mozilla Firefox o Google Chrome.

(se non ce l’hai installato scaricalo gratuitamente su http://www.mozillaitalia.it/home/download )

India del sud: KERALA


2a tappa del trip nell’India del Sud…KERALA

India del sud: GOA

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1a tappa del trip nell’India del Sud…GOA